| Incontro chiarificatore di quasi
due ore a Roma tra il ministro della Difesa e il sindaco di Vicenza
Al centro della discussione anche la politica italiana in rapporto
agli Stati Uniti e le “ragioni di Stato- per dire sì
all’ampliamento della base
Inviato a Roma Il ministro offre le garanzie e il sindaco accetta
di mettere ai voti il progetto della nuova caserma americana all’aeroporto
Dal Molin. È durato un’ora e tre quarti l’atteso
vertice dal ministro della Difesa, Arturo Parisi, del sindaco Enrico
Hüllweck; il primo esponente di spicco del governo Prodi e
uno dei leader della Margherita, il secondo capo dell’amministrazione
comunale di centro destra, forzista e berlusconiano doc. L’incontro
ravvicinato del terzo tipo è iniziato a Palazzo Baracchini,
con puntualità svizzera, alle 18 per finire prima del Tg
della sera. E ha mantenuto le promesse della vigilia: sul sentiero
del Dal Molin quello di ieri ha ottime chances per diventare una
tappa decisiva. Lo conferma il sorriso del sindaco Hüllweck
all’uscita dal faccia a faccia: «Ho avuto molte delle
risposte che andavo cercando. Ora si può andare in Consiglio
comunale per votare un ordine del giorno che comunque non potrà
essere vincolante». L’orientamento del Governo Il punto
di partenza dell’incontro è stata la domanda reiterata,
da giugno ad oggi senza sosta, da Enrico Hüllweck: l’aeroporto
“Dal Molin- rappresenta un insediamento di interesse nazionale?
A quanto riferisce il capo di palazzo Trissino questa risposta,
pur cucinata in gergo ministeriale, è arrivata. «Come
recita il comunicato concordato - spiega il sindaco - il ministro
Arturo Parisi ha detto che il progetto risponde allo spirito di
amicizia fra Italia e Stati Uniti d’America, nonchè
alla natura della preesistente presenza militare statunitense a
Vicenza. Potrebbe sembrare un bizantinismo, in realtà sono
parole che pesano come macigni. Ora s’incomincia a ragionare,
perchè finalmente il problema s’inquadra ad un livello
di dignità istituzionale superiore, non più come se
fosse un desiderio dell’amminstrazione comunale. E ora si
può finalmente parlare degli aspetti pratici di questa proposta».
Voto di Vicenza Reso soddisfatto il sindaco, stabilendo che si tratta
di una esigenza nazionale, bisognava accontentare anche il ministro
che invoca un pronunciamento da parte del Comune. Il parere non
potrà concretizzarsi in una delibera, perchè gli accordi
tra governi non sono compenze di un ente locale, nè potrà
contenere accenni urbanistici, dal momento che l’aeroporto
“Dal Molin-, di proprietà demaniale, sfugge alle prescrizioni
del piano regolatore. La presa di posizione della comunità
locale riguarderà quindi l’impatto sociale, ambientale
e viabilistico. «Il Governo però ha fretta, perchè
gli Stati Uniti d’America hanno iniziato a sollecitare un
pronunciamento» spiega Hüllweck, che aggiunge: «col
ministro abbiamo parlato di un’ipotesi referendaria, che è
apprezzata da entrambi, ma necessita di tempi troppo lunghi. Più
rapido invece sarebbe il voto in Consiglio comunale». Avanti
allora con il dibattito in sala Bernarda, forse già giovedì,
ma non è escluso che si slitti alla settimana prossima, per
la concomitanza della visita di papa Benedetto XVI in arrivo a Verona
proprio giovedì. In aula verrà presentato un ordine
del giorno probabilmente elaborato dalla maggioranza di centrodestra,
e non direttamente dal sindaco, almeno nell’impianto generale.
«Questa soluzione è la più gradita al Governo
- precisa Hüllweck - in ogni caso non sarà vincolante
perchè il Governo è consapevole di essere l’organismo
deputato a concludere l’accordo con gli Stati Uniti. La prossima
mossa è attesa allora dal pallottoliere di sala Bernarda,
dove i colonnelli della Casa delle Libertà si dicono sicuri
di avere in mano la maggioranza dei voti favorevoli al progetto,
anche se risicati. La contropartita Da Parisi, Hüllweck ha
anche ottenuto garanzie per le carenze infrastrutturali dell’area
del “Dal Molin-: ogni opera, dalla viabilità ai sottoservizi,
non sarà a carico del Comune. «In questo il ministro,
che ha mostrato di comprendere le nostre esigenze, è stato
molto chiaro, così come lo è stato nell’escludere
che la pista possa essere utilizzata per operazioni militari»,
precisa Hüllweck, che a Parisi ha anche consegnato il progetto
alternativo proposto dalla Provincia per trasferire il raddoppio
della base in via Aldo Moro. «Ho caldeggiato la proposta della
presidente Manuela Dal Lago, il ministro Parisi l’ha presa
in considerazione per una riflessione anche se è apparso
dubbioso della possibilità di percorrere questa strada. Ci
siamo lasciati con la promessa di tenerci in contatto per future
evoluzioni della vicenda».
( Fonte: Gianmarco Mancassola da Il giornale
di Vicenza Martedì 17 Ottobre 2006 )
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