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Vicenza è la città estera a cui sono destinate più risorse per costruzioni
“Dal Molin”, il Senato Usa stanzia 223 milioni di dollari
E 47 milioni arriveranno alla Ederle per scuole e altri edifici

di Marino Smiderle

È stato approvato all’unanimità il bilancio 2007 della Difesa che prevede la stratosferica cifra di 448 miliardi di dollari. Nelle 885 pagine del documento il capoluogo berico, ritenuto strategico, viene citato tre volte

Non c’è stata molta discussione al Senato americano sul budget 2007 per la Difesa: il provvedimento è passato con cento voti a favore e zero contrari. Il fatto che qui a Washington infuri la campagna elettorale (tra poco si vota per rinnovare il Congresso) non implica che le polemiche finiscano con l’influire sulla normale attività legislativa, come invece siamo abituati a vedere in Italia.
E così il “John Warner National Defense Authorization Act for Fiscal Year 2007” è stato approvato, alla fine della settimana scorsa, non a maggioranza ma all’unanimità dal Senato. Si parla di spese militari, di guerra in Iraq, di operazione Enduring Freedom in Afghanistan, roba su cui spesso Repubblicani e Democratici si sono scontrati. Ma sullo stanziamento di 448 miliardi di dollari per le spese militari 2007 nessuno ha avuto da ridire. E nemmeno sui 70 miliardi di dollari di aumento per le operazioni in Iraq e in Afghanistan. Tutti d’accordo, insomma.

Si può immaginare come il capitolo dedicato a Vicenza, in questo provvedimento dove i 448 miliardi di dollari sono spalmati su 885 pagine, non possa essere considerato decisivo per il bilancio dello zio Sam. Eppure uno spazio c’è e, secondo gli standard nostrani, piuttosto rilevante. Per essere precisi, Vicenza è citata tre volte, e già questo è un segnale di come la sede di camp Ederle sia considerata a livello strategico. Al primo punto, quello più controverso e relativo all’uso del Dal Molin, lo zio Sam destina 223 milioni di dollari: tra gli investimenti strutturali previsti, al capitolo “Costruzioni autorizzate dell’esercito e progetti di acquisizione territori”, Vicenza è la città estera cui sono destinate le risorse più ingenti.

Ma non è tutto. Alla voce “Formazione e istruzione”, il budget 2007 per la Difesa approvato dal Senato prevede 31,46 milioni di dollari per la Ederle e 15,75 milioni di dollari per Vicenza in generale: un totale di 47,21 milioni di dollari che saranno utilizzati per costruire scuole e strutture di formazione dentro e fuori (al Dal Molin?) la caserma Ederle. Infine c’è il capitolo salute (ospedali e strutture sanitarie varie) che gli americani vogliono rafforzare a Vicenza, anche in vista del possibile raddoppio del numero di militari e delle relative famiglie: per questo scopo il “Warner act” (dal nome del senatore repubblicano della Virginia che ha presieduto la formazione di questo imponente documento contabile-legislativo) ha stanziato 52 miliardi di dollari.

Calcolatrice alla mano, tra i 448 miliardi di dollari del budget complessivo, lo zio Sam ne avrebbe destinati 322,21 milioni (al cambio attuale sono più di 250 milioni di euro) per fare di Vicenza la base, se non più grande, sicuramente fra le più importanti di quelle dislocate oltreoceano.
Qui danno tutto per fatto, anche perché fanno fatica a capire come un’autorizzazione data da uno stato alleato (non avrebbero fatto questi costosi progetti e programmato il trasferimento di due battaglioni da Bamberg a Vicenza se non ci fosse stato il via libera al governo all’epoca presieduto da Silvio Berlusconi) si possa trasformare in un "niet". E infatti sono tutti fiduciosi che le polemichette e i rimbalzi di responsabilità tra governo (che nel frattempo è passato sotto la presidenza di Romano Prodi) e autorità comunali rientrino presto e questi dobloni possano presto uscire dalle casse del Dipartimento della Difesa americano.

Si vedrà. Nel frattempo la missione nelle stanze dei bottoni del potere americano entra nel vivo. Il primo appuntamento è fissato al Dipartimento di Stato, familiarmente conosciuto come Foggy Bottom. Questa è la casa di Condy Rice, attualmente in missione in Oriente. Ci penseranno i consiglieri più vicini a lei a esprimere il loro punto di vista sull’attuale situazione mondiale, in vista dell’importante vertice Nato previsto a Riga alla fine di novembre. Dopodiché il programma prevede una tappa al Senato, precisamente al Russel Senate Office Building, dove verrà approfondito l’aspetto politico-legislativo della questione.

Il giorno successivo ci sarà la visita al Pentagono, nucleo del potere militare americano, non a caso obiettivo, in quel maledetto 11 settembre, del terrorismo islamico. Infine, giro d’orizzonte con i principali Think Tank di Washington: Brookings Institute, Heritage Foundation e Carnegie Endowment for International Peace. Sono tra i "pensatoi" più significativi, i laboratori ideali che poi trasferiscono segnali e indicazioni ai luoghi in cui la politica diventa decisione.
Al termine di questo ricco giro d’orizzonte sarà possibile, forse, capire un po’ meglio che idea hanno gli americani del mondo, della Nato, dell’Italia, di Vicenza. Un paese che stanzia 448 miliardi di dollari per la Difesa è un paese che non può avere rivali in questo campo. Ma da solo può fare comunque poco: ha bisogno, e vuole conquistarli, del consenso e dell’alleanza delle altre democrazie mondiali. È un paese che sa come mostrare i muscoli ma che vorrebbe imparare a mostrare il sorriso.

Giovedì 5 Ottobre 2006

http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/A.htm

 
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