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| La
consultazione truccata sull'accordo del 23 luglio Interventi, documenti, commenti |
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“Il
testo del protocollo uscito dal Consiglio dei Ministri conferma
gli allarmi del no” Giorgio Cremasci |
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| Il testo varato dal governo in attuazione del protocollo sul welfare conferma tutti gli allarmi espressi nella consultazione da chi sosteneva il no. Il testo, infatti, rende automatico il taglio delle pensioni ogni tre anni, a partire dal 2010 per i giovani. Rende automatico l’aumento dei contributi sulla busta paga a partire dal 2011. Rende praticamente ingestibile la norma sui lavori usuranti, anche dopo aver tolto il limite dei 5.000 dipendenti all’anno che possono usufruire del diritto a un trattamento migliorativo rispetto allo scalone. E’ bene comunque ricordare che non è stato modificato lo stanziamento complessivo previsto a tale titolo nel protocollo. Le finestre per le pensioni di anzianità con 40 anni di contributi sono affidate a una delega e quindi non si sa ora quando potranno andare in pensione coloro che nel 2008 maturano il diritto. Così pure l’introduzione delle finestre per le pensioni di vecchiaia di donne e uomini rende ancora più incerta la possibilità di accedere a tale istituto, alla maturazione del requisito. A questo punto, anche chi sosteneva il sì, oggi lamenta che così com’è il protocollo è peggiorativo per milioni di lavoratori. In conclusione, pare che il testo del governo attui ciò che il no temeva, al contrario di tutto ciò che il si nella consultazione sosteneva. A questo punto Cgil, Cisl e Uil devono assumersi le proprie responsabilità. Se il governo ha mentito o ha imbrogliato le organizzazioni sindacali, queste devono reagire di fronte a un fatto così grave, rompendo con il governo e dicendo no al protocollo uscito dal Consiglio dei Ministri, con tutte le conseguenze sindacali del caso. Non è più possibile continuare a lamentarsi dell’inaffidabilità dei tavoli di concertazione senza che questo produca conseguenze pratiche.
Roma, 15 ottobre 2007 |
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