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"Un lato positivo nella mia vicenda è quello di aver
contribuito a portare alla luce la crudeltà delle Ferrovie
nei confronti degli otto colleghi di Genova" |
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Intervista a Dante
De Angelis |
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Continua sul sito www.macchinistisicuri.info, la petizione a favore di Dante De Angelis il ferroviere licenziato il 15 agosto scorso colpevole, secondo Trenitalia, di aver diffuso notizie false che gettano discredito sulla compagnia ferroviaria. Migliaia di persone stanno continuando ad esprimere la loro solidarietà a questo lavoratore di 47 anni, allontanato dal suo posto di lavoro per aver pronunciato opinioni che hanno fatto emergere la carente sicurezza in cui versa il trasporto su ferro. I fatti a cui Dante De Angelis si era riferito riguardavano gli ultimi incidenti ferroviari avvenuti nei pressi di Milano il 14 e il 22 luglio, dove la rottura del tenditore di collegamento provocò il distaccamento tra due vagoni. Ma la sicurezza è un tema molto dibattuto in questo delicato settore e gli incidenti continuano a mietere vittime tra gli addetti ai lavori. Uno dei recenti casi è stato quello del malfunzionamento delle porte dei vagoni, nel quale Antonio Di Luccio rimase intrappolato finendo sotto i binari. Il capotreno di 50 anni subì l´amputazione della gamba destra e del piede sinistro. Abbiamo incontrato Dante De Angelis, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, già licenziato nel 2006 durante la vertenza contro la reintroduzione del pedale a “Uomo Morto” sui treni - il famigerato dispositivo degli anni '30 che i macchinisti dovrebbero azionare continuamente durante tutto il tempo di guida - e riammesso al lavoro dopo sette mesi. Un licenziamento ingiusto hanno commentato i tanti firmatari dell´appello che chiede l´immediata riammissione al lavoro di De Angelis, a dimostrazione dello sdegno per l´epilogo di questa vicenda. per aver denunciato la mancanza di sicurezza sui treni. Trenitalia le ha contestato la diffusione di notizie false
e tendenziose? Lei si occupa proprio di sicurezza. L´azione di Trenitalia
nei suoi confronti colpisce qualsiasi forma di denuncia sulla sicurezza.
Ma se i lavoratori che sono in prima linea sono messi a zittire,
sugli incidenti non emergeranno mai le vere responsabilità.
Di cosa c´è bisogno per far fronte a questi episodi?
Sarebbe invece necessario rendere pubblici e consentire a tutti di “studiare” l'evento e le sue cause, in modo evitare in futuro gli stessi errori. Un patrimonio di conoscenze che se messo in comune potrebbe risparmiare tante tragedie. Ma spesso accade che un tragico episodio richiami l´attenzione per qualche giorno per poi cadere nel dimenticatoio, evitando così di aprire un confronto che possa porre sistematicamente dei rimedi efficaci. In Italia manca proprio questo importantissimo strumento, un banca dati pubblica per far conoscere a tutti, nel dettaglio, il contesto e le cause di ogni infortunio. Questo lavoro di informazione di noi RLS, inoltre, è spesso ostacolato dalle aziende le quali nei nostri confronti possono agire pressoché indisturbate e senza conseguenze: ad esempio licenziare oggi un lavoratore che informa lavoratori e opinione pubblica non costa nulla, specialmente in un´azienda grande come quella di Trenitalia. Nel mio caso personale se tra uno o tre anni la contestazione che l´Azienda ha mosso nei miei confronti si rivelasse priva di fondamento io, sottoposto all'umiliazione ed allo stress di un licenziamento, sarei riammesso, ma per coloro che hanno preso a suo tempo la decisione, al di là del merito, non ci sarebbero conseguenze. In definitiva il rapporto tra azienda e lavoratore è impari, nonostante il diritto al reintegro sancito dall´articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Eppure qualcuno ha colto l´occasione per accusare
i ferrovieri di assenteismo dopo l´episodio di Genova dove
otto lavoratori si sono fatti timbrare il cartellino da un collega.
Stranamente questo fatto viene alla luce proprio in contemporanea
con il suo licenziamento. Sembra quasi un caso..... Il film di Simone Amendola 'Quando combattono gli elefanti',
presentato al Festival di Venezia che lo vedeva come protagonista
è stato rifiutato. Il film parla proprio del suo primo licenziamento
del 2006. Con quale motivazione è stato scartato il film
e cosa ne pensa di questa scelta? Vista la mobilitazione di questi giorni prevedete a breve
una grande manifestazione nazionale? Alessandro Ambrosin fonte: info@dazebao.org |
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