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Chiarezza e dibattito sul boicottaggio della Fiera del libro di Torino dedicata a Israele

 
"Dedicare a Israele la Fiera del Libro di Torino è inadeguato"
Intervista con Saud Qubaylat *

Il presidente della Lega degli Scrittori Giordani, Saud Qubaylat, ha fatto appello agli scrittori e agli intellettuali italiani, cosi' come a tutte le forze democratiche e pacifiste in Italia, ad aderire alla campagna - che prenderà il via domani ad Amman - per il boicottaggio della Fiera del Libro di Torino, dove Israle e' stato invitato come ospite
d'onore. L'evento, giunto alla sua ventunesima edizione, si terra' quest'anno dall'8 al 12 maggio nel capoluogo piemontese.
"Noi consideriamo il popolo italiano come amico e stimiamo sempre le sue posizioni positive a favore dei popoli arabi e delle giuste cause arabe", ha dichiarato Qubaylat in un'intervista esclusiva ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL.
Tuttavia, ha aggiunto, l'invito rivolto a Israele e' "un atteggiamento diverso e inadeguato al livello di amicizia tra i popoli arabi e quello italiano".
Nonostante tra Giordania e Israele vi siano rapporti politici e diplomatici, il presidente della Lega degli Scrittori Giordani ha sottolineato che la popolazione del regno hashemita rifiuta qualunque rapporto con gli israeliani: "Le organizzazioni giordane della società civile, i sindacati, i partiti politici e tutte le associazioni popolari continuano a boicottare Israele e rifiutano l'instaurazione di rapporti con questo paese", ha detto Qubaylat, aggiungendo che "il boicottaggio della Fiera del Libro di Torino, che ha scelto Israele come ospite d'onore, si inscrive in questo contesto". In tal senso, ha spiegato, "la Lega degli Scrittori Giordani ha pensato a una campagna locale e araba che prenderà il via domani dalla sede della Lega e che si rivolgerà a tutte le associazioni culturali e della società civile giordana, poi a quelle arabe".
Quanto alle ripercussioni di questa iniziativa sui rapporti tra Roma e Amman, Qubaylat ha ribadito il fatto che "questa posizione non riguarda tutto il popolo italiano. Noi, in quanto giordani e arabi, condividiamo con il popolo italiano elementi comuni che risalgono a migliaia di anni fa. Oltre a essere vicini nel bacino mediterraneo,
rappresentiamo anche il mondo antico e in passato siamo stati i capi di questo mondo antico. Ci auguriamo che la relazione storica che ci lega agli italiani non subisca ripercussioni".L'intellettuale giordano si è detto convinto che "nessuno riuscirà a influenzare il nostro rapporto con l'Italia.
Abbiamo molti amici tra il popolo e gli intellettuali italiani che condividono questa nostra posizione nei confronti della direzione della Fiera".
Qubaylat ha quindi espresso la speranza che gli arabi e gli italiani rispondano a questa iniziativa della Lega e che "finisca questo errore, commesso da alcune persone che forse non comprendono la grave portata di questa decisione". Secondo il presidente della Lega, "rappresentante principale degli scrittori giordani" che "comprende quasi tutte le correnti culturali, politiche e innovative di questi scrittori", la direzione della Fiera del Libro di Torino dimostra con la sua scelta di "non rispettare il rapporto di amicizia tra arabi e italiani.
La decisione di invitare Israele come ospite d'onore della ventunesima edizione della Fiera del Libro di Torino sta creando diversi malumori, dentro e fuori l'Italia. Se la Lega degli Scrittori Giordani lancia da Amman un appello agli intellettuali di casa nostra a boicottare l'evento (in programma dall'8 al 12 maggio nel capoluogo torinese), in Italia manifestazioni di dissenso sono giunte dagli esponenti del Pdci e dalle organizzazioni di solidarieta' con la Palestina.

* fonte ADN/Kronos International

 
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