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L'acqua
francese torna pubblica |
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di Sarah Di Nella |
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| In Francia la gestione dell'acqua è privatizzata ma sempre più comuni optano, perché conviene, per la ripubblicizzazione. Nel 2009 sarà la volta di Parigi. L'ondata però è planetaria. LA GESTIONE DELL'ACQUA a Parigi tornerà
presto pubblica. Per ora in mano ai due più grandi operatori
privati del settore, Suez e Veolia, l'acqua di Parigi si appresta
a passare a un nuovo operatore pubblico che dovrebbe nascere nel
2009, Eau de Paris. Lo aveva promesso il sindaco di Parigi, il socialista
Bertrand Delanoe [nella f oto], nel corso della campagna che lo
riportò all'Hotel de ville nel marzo 2008 e lo ha confermato
a giugno. Un'eccezione rispetto al resto dei paesi europei dove in molte città l'acqua è rimasta pubblica. È il caso ad esempio di Roma, Madrid, Amsterdam, Bruxelles o Stoccolma. A Londra invece, come ricorda Anne Le Strat, vicesindaca di Parigi incaricata dell'acqua, l'acqua è priva-tizzata al cento per cento ma dilaga la polemica sullo stato della rete di distribuzione, in cattivo stato a causa dei mancati investimenti della società privata Thames Water. Le perdite stimate potrebbero riempire circa 300 piscine olimpiche ogni giorno e necessiterebbero un investimento annuale di oltre un miliardo di euro. Il primo obiettivo della ripubblicizzazione è la «stabilizzazione» del prezzo dell'acqua, in aumento costante dal 2005. Per le multinazionali dell'acqua, l'impennata dei prezzi è dovuta all'inflazione, ma molti puntano invece il dito sulla sovrafatturazione attuata da Veolia o Suez, che incassano utili da record. Secondo uno studio dell'associazione di consumatori Ufc-Que Choisir, realizzato nel 2006 e aggiornato nel 2007, il Sindacato delle Acque dell'Ile de France vince la palma della sovra- fatturazione, con un tasso di margine del 58,7 per cento, vengono poi Lione [47,8 per cento] e Reims [45,7 per cento]. «Questi risultati - si legge nel rapporto Ufc -Que Choisir - evidenziano gli strabilianti profitti realizzati da due imprese, Veolia e Suez, che si dividono l'essenziale del mercato, e testimoniano delle inefficienze del servizio». Gli agglomerati di Chambéry, Clermont-Ferrand, Annecy e Grenoble, dove l'acqua è gestita da aziende autonome municipali, «presentano invece prezzi fatturati abbastanza vicini al nostro calcolo di costo», afferma Ufc-Que Choisir, che consiglia ai sindaci di «considerare seriamente l'opportunità di un ritorno alla gestione pubblica». Una tendenza che si osserva a livello globale,
tanto che il Corporate europe observatory e il Transnational istitute,
da tempo impegnati nelle lotte per i beni comuni, hanno lanciato
un sito che segue passo per passo la riconquista dell'acqua: www.remunicipalisation.org
presenta una cartografia mondiale dettagliata delle collettività
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