 |
L’isteria anticomunista
ha da molto tempo superato i limiti della ragionevolezza.
Anzi, recentemente ha oltrepassato i limiti dell’assurdo.
Jaroslav Kaczynski, ex primo ministro
e leader del partito al potere aveva dichiarato pubblicamente
che il comunismo era responsabile della morte di decine
di miliardi di persone. Se la menzogna ha un carattere
anticomunista, non è neppure necessario assumere
misure coercitive. Tutto ciò che può
attizzare l’odio va bene. Tali dichiarazioni
possono essere rilasciate senza subirne le conseguenze.
Nessuno si è permesso di chiedergli la cosa
più ovvia: se conosce il numero degli abitanti
della terra.
Le persone vengono trattate come
se fossero un branco di idioti che non sanno o non
vogliono sapere, o che non contano nulla.
|
Allo stesso tempo, il Presidente Lech Kaczynski,
suo fratello gemello, ha firmato una legge ugualmente assurda.
Nella sua nuova forma, l’articolo 256 del codice penale
prevede che:
Art. 256 § 1. Tutti coloro che
pubblicamente fanno propaganda per regimi fascisti o per
ogni altro regime totalitario o lancino appelli all’odio
su basi nazionali, razziali, religiose, sono soggetti a
sanzioni, restrizioni e privazioni della libertà,
fino a una pena di 2 anni.
§ 2. La medesima pena deve essere
comminata a chi, allo scopo di propagandare, produrre, importare,
affittare, immagazzinare, presentare, trasportare o inviare
oggetti contenenti simboli descritti nel § 1 o recanti
simboli comunisti.
§ 3. L’autore di tali atti
proibiti non commette crimine, solo nel caso in cui la sua
azione sia parte di un’attività artistica,
educativa o scientifica.
§ 4. Nel caso di una condanna
per un’infrazione descritta nel § 2, la Corte
dichiara la confisca degli oggetti in questione, anche se
l’autore del delitto non ne era proprietario.
L’emendamento alla legge esistente,
con l’aggiunta dei § 2-4, entrerà in vigore
sei mesi dopo la pubblicazione nella “Gazzetta Ufficiale”.
Non è stato ancora pubblicato. Occorre sottolineare
che l’interdizione dei simboli comunisti avviene contemporaneamente
all’approvazione di altri emendamenti. Tra essi, un
emendamento aggrava le sanzioni penali previste per la pedofilia.
Si intende in tal modo dare l’impressione che il comunismo
è uno dei mali sociali.
I due fratelli sono idolatri dell’anticomunismo.
Un’ideologia criminale, ben peggiore dei totalitarismi
immaginari. Un’ideologia che ha causato la morte di
un gran numero di persone. Che è all’origine
dell’andata al potere di Hitler e dello scatenamento
della guerra in Europa. Di un genocidio organizzato e deliberato.
Dell’occupazione giapponese della Cina e di altri
paesi asiatici. Della barbara guerra in Corea. Dei piani
per l’utilizzo di armi nucleari su grande scala nel
corso di quella guerra. Della guerra altrettanto barbara
in Vietnam, che ha visto l’uso di armi chimiche e
la perpetrazione di crimini contro i civili.
Il capitalismo, in quanto formazione sociale,
ha lo sfruttamento e l’incarcerazione degli esseri
umani scritti nella sua bandiera. Sotto la sua bandiera,
i colonialisti inglesi, belgi, francesi hanno saccheggiato
le risorse naturali e commesso genocidi. Hanno costretto
le popolazioni di paesi interi a lavorare come schiavi per
massimizzare i loro profitti. Hanno fatto tutto ciò
sia apertamente che segretamente.
E’ mai successo che un partito politico
che difende l’ideologia anticomunista e il capitalismo
abbia ricevuto tali accuse nei suoi confronti? La risposta
è no, poiché è solo il capitalismo
che può essere apertamente propagandato. Chiunque
lo metta in discussione verrà accusato di crimini
immaginari, di intenzioni criminali ed anche perseguito
e incarcerato per queste ragioni. E mentre ci si riempie
la bocca di democrazia.
Gli agenti del regime capitalista sono
diventati talmente insolenti e arroganti da trasformare
il palamento in tribunale, in cui giudicare i loro oppositori
politici. Poiché è impossibile provare che
i comunisti fanno propaganda per il totalitarismo o che
hanno intenzione di commettere qualsivoglia crimine, allora,
dopo 20 anni di calunnie, di diffamazioni e di continue
menzogne, si è scoperto che l’unico modo di
attribuire loro tali intenzioni è scriverlo nella
legge.
Il Partito Comunista della Polonia è
un partito politico registrato presso la Corte Suprema.
Non si è mai arrivati a provare che il suo statuto
e il suo programma contengano elementi di natura illegale.
Il Partito Comunista della Polonia opera nel rispetto della
Costituzione polacca e della legge sui partiti politici.
Le istituzioni dello Stato sono obbligate a trattare tutti
i partiti politici nello stesso modo.
Ma esse non adempiono a questo obbligo.
Solo i partiti parlamentari hanno accesso ai dibattiti pubblici,
mentre il PC della Polonia è sistematicamente discriminato.
La sua ideologia è costantemente messa in discussione.
Si sono usate delle parole tese a scatenare l’odio.
Esistono istituzioni pubbliche, che sono finanziate da fondi
pubblici, ma il cui scopo dichiarato è quello di
condurre la lotta politica mediante la revisione e l’estrema
politicizzazione della storia, mettendo sullo stesso piano
comunismo e fascismo, costruendo una vera e propria mitologia
e brandendo anche l’arma della repressione. Tale revisione
della storia è il risultato delle tendenze revansciste
in seno alle classi sociali che avevano perso i loro privilegi
quando le forze socialiste-popolari erano arrivate al potere
dopo la Seconda Guerra Mondiale: la borghesia e i proprietari
terrieri, le classi che hanno ottenuto una posizione privilegiata
dopo i cambiamenti di regime nel 1989.
L’Istituto per la Memoria Nazionale,
ancora prima dell’approvazione dell’emendamento,
ha cercato di minacciare amministrazioni locali accusate
di indolenza nel cambiamento dei nomi delle vie, in accordo
con gli imperativi dell’ideologia ufficiale. Le istituzioni
dello Stato non sono state solamente trasformate in portavoce
della propaganda dell’odio anticomunista, ma hanno
anche in vario modo violato e aggirato la legge.
Anche il Parlamento ha apertamente violato
i principi fondamentali della legge e dell’ordine,
in modo flagrante. Ha approvato un emendamento al Codice
Penale che ha per bersaglio un partito politico in particolare.
L’aggettivo che descrive il reato nell’emendamento
fa riferimento al nome del PC della Polonia.
Si provi a immaginare cosa sarebbe successo
se il Partito Comunista della Polonia avesse proposto nel
suo programma simili metodi nei confronti nei propri avversari
politici. Non sarebbe stato accusato di un crimine solo
per aver annunciato tali intenzioni? Non si sarebbe utilizzato
l’articolo 13 della Costituzione polacca, il quale
enuncia che: “i partiti politici e le organizzazioni
i cui programmi sono basati sui metodi totalitari e sulle
pratiche del nazismo, del fascismo e del comunismo, come
pure quelli i cui programmi o attività proclamano
l’odio razziale o nazionale, la messa in pratica della
violenza allo scopo di conquistare il potere o di pesare
nella politica dello Stato, o che coltivano il segreto sulla
propria struttura o sui loro aderenti, devono essere interdetti”
contro il PC della Polonia al fine di metterlo fuori legge
semplicemente perché ha accennato a tali pratiche
autoritarie?
Questo emendamento è eccezionalmente
totalitario. Interviene nella sfera del pensiero e degli
strumenti di espressione. Il possesso di certi oggetti che
contengano elementi non definiti può essere sottoposto
a procedimento penale solamente in virtù di una dichiarazione
soggettiva che attesti il suo riferimento a un pensiero
politico inappropriato. Dal momento che non è stato
definito precisamente che cosa sia o non sia un simbolo
comunista.
L’emendamento all’articolo
256 del codice penale contraddice la legge sui partiti politici
(27 giugno 1997) che sancisce eguale trattamento e protezione
per tutti i simboli di partito; la Costituzione polacca,
che garantisce la libertà di coscienza, la libertà
d’espressione e d’opinione, come pure la libertà
di circolazione dell’informazione (art. 53 p. 1 e
art. 54 p.1). Palesemente il Parlamento non rispetta più
gli accordi internazionali, compresa la Convenzione Internazionale
sui diritti civili e politici (siglata il 16 dicembre 1966
– art. 18 e 19) e la Convenzione Europea sui diritti
dell’Uomo (art. 9 e 10).
Il Partito Comunista della Polonia si opporrà
fermamente a queste pratiche antidemocratiche con tutti
mezzi possibili e si prepara al confronto, smascherando
l’assurdità, l’oscurantismo, l’irresponsabilità
e le cattive intenzioni dei loro promotori.
Il Partito Comunista della
Polonia
Traduzione di Mauro Gemma da http://www.solidnet.org
|