Nota dell'editore:
Questo articolo è stato scritto prima delle elezioni (8
giugno 2009), e l'autore, docente all'Università di Tokyo,
è un oppositore del regime iraniano. Nei suoi ultimi articoli,
Reza Fiyouzat sostiene che non solo i risultati elettorali sono
stati falsificati, ma che è in atto un vero e proprio
colpo di stato interno alla teocrazia, e, pur senza essere
a favore Mousavi, appoggia la rivolta in atto in Iran
Che cosa hanno in comune Michael Ledeen
(il 'neoconservatore’ americano), Mir-Hossein
Mousavi (il candidato iraniano alla presidenza del 'cambiamento’)
e Adnan Khashoggi
(il ricco membro del jetset
dell’Arabia Saudita)? Sono tutti buoni amici e soci di
Manuchehr Ghorbanifar
(un mercante di armi iraniano, un presunto doppio agente
del MOSSAD nonché figura chiave del caso Irangate, ovvero gli accordi di 'armi in cambio di ostaggi’
tra l’Iran e l’amministrazione di Reagan). In uno o due,
al massimo tre gradi di separazione, queste persone frequentavano
gli stessi circoli e molto probabilmente hanno partecipato
agli stessi brindisi. Si trovano tutti i generi di informazioni
banali su Ghorbanifar nel "Walsh Report on the Contra/Iran affair" [il rapporto
finale su Irangate di Lawrence
E. Walsh ndt].
Al capitolo 8, ad esempio apprendiamo quanto segue: "Ghorbanifar,
un esiliato iraniano ed ex informatore della CIA che era
stato screditato dall’agenzia come un fabbricatore, era
una delle forze motrici dietro queste proposte [l’accordo
armi in cambio di ostaggi];"oppure "Ghorbanifar, come intermediario per l’Iran, ha preso in prestito
i fondi per il pagamento delle armi da Khashoggi,
che ha prestato milioni di dollari a Ghorbanifar
con un 'finanziamento-ponte' per gli accordi. Ghorbanifar
ha rimborsato Khashoggi con
il 20% di commissione dopo essere stato pagato dagli Iraniani,"
(vedi: http://www.fas.org/irp/offdocs/walsh/chap_08.html).
Segue un estratto da un articolo della rivista Time
magazine che mostra la cerchia di soci di Ghorbanifar;
proviene da una storia di copertina del 1987 ("The
Murky World of
Weapons Dealers"; 19 gennaio 1987): "Secondo quanto da
lui stesso detto, [Ghorbanifar]
era un rifugiato del governo rivoluzionario di Ayatollah
Ruhollah Khomeini, che confiscò la sua attività in Iran,
tuttavia in seguito divenne un fidato amico e consigliere
di Mir Hussein Mousavi, primo ministro durante il governo di
Khomeini. Alcuni ufficiali americani che hanno trattato
con Ghorbanifar lo lodano senza
riserve. Michael Ledeen, consigliere
del Pentagono sul contro-terrorismo ha detto: "[Ghorbanifar]
è una delle persone più oneste, istruite e giuste che
abbia mai conosciuto". Altri lo definiscono un
bugiardo che, come si suol dire, non saprebbe dire la verità sugli abiti che indossa",
(enfasi aggiunta).
Questo secondo estratto è preso dal capitolo 1 del rapporto
Walsh su Irangate:
(http://www.fas.org/irp/offdocs/walsh/chap_01.html) "Il
25 novembre 1985 o intorno a tale data, Ledeen
ricevette una frenetica telefonata di Ghorbanifar,
che gli chiedeva di riferire un messaggio da parte di
[Mir-Hossein Mousavi] , primo
ministro dell’Iran, al presidente Reagan riguardo alla
spedizione del tipo sbagliato di missili HAWKs.
Ledeen ha detto che il messaggio essenzialmente era "abbiamo
fatto la nostra parte dell’affare, e adesso eccovi a mentirci
e imbrogliarci e a raggirarci e fareste meglio a correggere
la situazione immediatamente". […] "All’inizio
di maggio North[1] e il beneficiario della CIA George
Cave si sono incontrati con Ghorbanifar
e Nir[2] a Londra, dove sono
state gettate le basi per un incontro tra McFarlane
e gli ufficiali iraniani ad alti livelli, oltre che gli
accordi finanziari per l’affare delle armi. Tra gli ufficiali
che Ghorbanifar disse che avrebbero
incontrato una delegazione americana c’erano il presidente
e il primo ministro [Mousavi] dell’Iran e il portavoce
del parlamento iraniano," (enfasi aggiunta).
[North fu uno dei militari più coinvolti nel traffico
di armi verso l'Iran volto a ottenere il rilascio degli
ostaggi americani e fondi neri con cui finanziare la guerriglia
dei contras in Nicaragua.]
E per ricordare come Michael Ledeen
sia stato coinvolto nell’affare Irangate
nel 1985, ecco un estratto dal capitolo 15 del rapporto
Walsh (http://www.fas.org/irp/offdocs/walsh/chap_15.html): "[McFarlane]
ha autorizzato Michael A. Ledeen,
un consulente part-time del NSC[3] sull’antiterrorismo,
a chiedere al primo ministro israeliano Shimon Peres di
indagare su una relazione secondo cui gli Israeliani avevano
accesso a buone fonti sull’Iran. Entro l’inizio dell’agosto
del 1985 i discorsi di Ledeen
avevano portato ad un approccio diretto degli ufficiali
israeliani verso McFarlane,
per ottenere l’approvazione del presidente Reagan per
la spedizione in Iran di missili TOW forniti dagli USA,
in cambio del rilascio degli ostaggi americani a Beirut.
McFarlane disse che aveva informato
sulla proposta il presidente Reagan, Schultz,
Weinberger, Casey e forse il vicepresidente
tra il luglio e l’agosto 1985. McFarlane
disse che Casey aveva raccomandato
che il Congresso non fosse informato della vendita di
armi".
Ecco qui. Ora, non sono un giornalista investigativo,
quindi lascerò che siano i professionisti a scavare di
più su questa faccenda. Ma devo chiedermi ad alta voce:
visto che non possiamo ignorare le sue credenziali di
'neoconservatore’, e visto che Michael Ledeen
ha mantenuto le sue ottime relazioni con Ghorbanifar,
(che per lo meno era) un buon amico di Mir-Hossein
Mousavi (il 'candidato del cambiamento’ alle elezioni
presidenziali iraniane); e dato il sostegno che la candidatura
di Mousavi riceve dai 'moderati’ americani, forse questo
genere di 'cambiamento’ è il 'cambiamento di regime’ che
gli Americani hanno in mente per l’Iran?
* Titolo originale: "Mir-Hossein Mousavi's Iran/Contra Connection? "
Fonte: http://revolutionaryflowerpot.blogspot.com Link
08.06.2009 Traduzione per www.comedonchisciotte.org a
cura di MICAELA MARRI Link: www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6011