Una nuova legge in Israele rende crimine la commemorazione
di ciò che i Palestinesi chiamano "Nakba",
la catastrofe del loro sradicamento e pulizia etnica dalla
Palestina, con la creazione dello Stato sionista nel 1948.
La Knesset, il Parlamento israeliano, ha ratificato la
"legge Nakba" già alla prima lettura.
Saranno imposte penalità a chiunque mostri il 15
maggio, segni di tristezza e di lutto dentro i confini
(indefiniti) di Israele; in quella data i palestinesi
ricordano la creazione della crisi dei rifugiati. La radio
israeliana ha commentato che lo scopo della legge è
quello di far cessare che vi sia gente a lutto per quello
che per Israele è il Giorno della Indipendenza;
atti commemorativi, viene rilevato, sono equivalenti a
"negare il carattere ebraico di Israele e insultare
i simboli dello Stato".