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Con la sua terza assemblea nazionale la Rete dei Comunisti
verifica un suo passaggio qualitativo
importante. In questi anni di costruzione dell’organizzazione,
del suo metodo di lavoro, della sua
elaborazione politica e della sua funzione concreta
nel conflitto di classe, ha inteso sperimentare dentro la
realtà una esperienza di riorganizzazione dei comunisti
in un paese integrato nel cuore del capitalismo.
E’ stato un percorso che si è messo continuamente
a verifica con la dinamica dei processi.
Abbiamo ripetuto spesso che per cogliere la funzione
da svolgere occorresse partire dalla realtà e dalle
sue contraddizioni e non solo dal livello della soggettività
raggiunto. Ma è proprio la realtà –
con il pesante manifestarsi della crisi di civilizzazione
capitalistica – a richiedere oggi una soggettività
politica più solida e una visione più avanzata
della funzione dei comunisti. Il problemi dell’identità
politica, della visione strategica e dell’organizzazione
pongono a tutte le compagne e i compagni una maggiore consapevolezza.
Il Manifesto Politico che la terza Assemblea Nazionale
è chiamata a discutere ed approvare, afferma che
il processo di costruzione dell’organizzazione dei
comunisti nell’Italia del XXI Secolo non è
una sfida che intendiamo né vogliamo accettare da
soli. Il percorso seguito in questi anni dalla Rete dei
Comunisti ha dimostrato che era possibile affrontarla evitando
la mitologia e il politicismo dominanti nella sinistra italiana
e contro cui ci siamo battuti come scelta costituente sin
dagli anni Novanta.
La realtà ha confermato che il presupposto e
la conseguente azione politica perseguiti erano corretti.
Ma è proprio la situazione reale che richiede oggi
il salto di qualità sul piano dell’organizzazione
che la terza assemblea nazionale della Rete dei Comunisti
deve affrontare. Buon lavoro
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