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Di seguito il
resoconto del'assemblea nazionale tenutasi a Livorno
il 29 gennaio scorso in cui si sono incontrati i compagni
e le compagne dei Comunisti Uniti, dei circoli critici
del PRC della Toscana, della Rete dei Comunisti, delle
organizzazioni della diaspora comunista (il Pane e
le Rose, MCR, circolo comunista di Parma, Casa Rossa,
Nuova Unità...) e molti militanti senza tessera.
Ci sono stati 25 interventi da tutto il paese di differenti
provenienze politiche e rappresentativi di molte delle
principali lotte del paese (delegati/e di Piaggio,
Whirlpool, Fincantieri, Marcegaglia, Telecom, della
Scuola, delle lotte studentesche, della rete di mutuo
soccorso, di comitati contro le basi militari...).
Dei comunisti che insieme (come diceva lo slogan dell'assemblea)
si sono confrontati per l'intera giornata su analisi
e proposte su cui convergere per arrestare la frammentazione
e la marginalizzazione attuale del movimento comunista
nella lotta politica. Per la costruzione di un'opposizione
di classe a tutte le politiche filo-capitaliste (indipendentemente
dal colore del Governo) e per un'alternativa complessiva
di sistema al capitalismo in crisi. |
ASSEMBLEA di Livorno –
29 Gennaio 2011 – RISOLUZIONE FINALE
A 90 anni dalla fondazione del PCdI, la
drammatica crisi economica, il pesante attacco ai diritti,
alla democrazia e alle condizioni di vita di milioni di
persone, ripropongono l’attualità del comunismo
e la necessità di ricostruire un Partito Comunista
e di riaggregare una sinistra anticapitalista, costruendo
un ampio Fronte di realtà sociali e politiche, capace
di delineare una alternativa e dare rappresentanza ai diversi
soggetti ed al movimento di lotta che anche il 28 Gennaio
si è espresso con forza nello sciopero generale indetto
dalla Fiom e dal sindacalismo di base.
Dal dibattito e dagli interventi che hanno
sviluppato i temi proposti nella convocazione e nella introduzione
di questa assemblea, sono emerse le seguenti esigenze:
agire per unire, collegare e salvaguardare
le energie conflittuali, le militanze di compagni/e ovunque
collocati/e, sia nei partiti comunisti della FdS e sia nelle
altre organizzazioni;
difendere le comunità resistenti e le esperienze
politiche, in particolare quelle di base, mettendo in contatto
le diverse realtà critiche presenti nel paese, ancora
scollegate e frammentate;
sviluppare tavoli di confronto permanenti tra tutte le esperienze
comuniste ed anticapitaliste, sociali e politiche, disponibili
ad una ricerca e ad un lavoro collettivo rigorosamente sul
terreno dei contenuti, delle analisi e delle concrete esperienze
nelle lotte sociali, convergendo su battaglie e campagne
comuni per costruire un processo di riaggregazione su contenuti
di classe.
Per fare questo dobbiamo rafforzare, monitorare
e collegare la presenza dei/lle compagni/e, dei circoli
e sezioni di PRC e PdCI, delle varie forze e realtà
comuniste nel conflitto sociale, agendo in maniera dialettica
(impegno diretto, proposta, sintesi e orientamento politico
nei/dei movimenti) con la necessaria chiarezza e coerenza
tra impegno sociale e rappresentanza politico-istituzionale,
per evitare contraddizioni che spesso rischiano di distruggere
la credibilità dell’iniziativa politica.
Va inoltre riaffermata la necessità
di un partito comunista di quadri con un radicamento di
massa, riempendo questa enunciazione di contenuti concreti.
C’è bisogno di una riflessione di fondo su
questioni centrali come la linea politica, la democrazia
interna, la forma partito, il contrasto alla formazione
e alla separatezza dei ceti politici, la critica alla “doppiezza”,
all’istituzionalismo, al governismo così come
al settarismo dogmatico.
Occorre altresì, una adeguata formazione
teorica e pratica, la centralità del conflitto capitale/lavoro,
una seria rielaborazione della questione giovanile e della
questione meridionale, della differenza di genere, del rapporto
tra ambiente e contraddizione di classe, del senso della
militanza, della funzione indispensabile dell’opposizione,
della gestione delle risorse, del diritto di cittadina agli
immigrati. In evidenza la critica al federalismo e all’Europa
della BCE e della moneta. Per questo riteniamo si debba
attuare una rottura con le politiche dell’Unione Europea
imperialista in sintonia con le battaglie dei comunisti
greci e portoghesi, di pari passo con l’uscita dell’
Italia dalla Nato e/o la fuoriuscita della Nato dall’Italia.
Dobbiamo superare da comunisti, i limiti
della sinistra italiana sulla questione dell’internazionalismo,
utile a tal fine, è il lavoro di relazione e di studio
per la solidarietà e l’unità tra partiti
e movimenti, che sappia adeguatamente contrastare le manovre
del capitale su scala planetaria. Un altro elemento è
il contrasto alla gestione del potere statale nelle forme
populiste e fasciste messe in campo dal capitalismo, la
sua articolazione nei Paesi occidentali, al fine di elaborare
strategie per la sua disarticolazione e dissoluzione.
Fermo restando la funzione storica e sempre
attuale del Partito, una priorità assoluta ricopre
il lavoro di riaggregazione di una sinistra anticapitalista,
antagonista alle destre e alternativa al PD, unita su programmi
e obiettivi concreti, al fine di fondare un ampio Fronte
di realtà sociali e politiche presente nei luoghi
del conflitto, con l’obiettivo di ricostruire una
rappresentanza autonoma e indipendente della classe e favorire
la costituzione di un Blocco Sociale antagonista agli interessi
del capitalismo, con particolare attenzione alla necessità
di ricostruire su precisi contenuti un sindacato democratico
e di classe. Per questo va pianificata una decisa opposizione
alla concertazione e al patto sociale, impegnandoci per
la proclamazione dello sciopero generale.
Su obiettivi chiari e prioritari, ci impegnamo
a dispiegare un lavoro capillare, realizzando una convergenza
e un cooordinamento nazionale articolato a livello territoriale,
tra tutte le realtà comuniste e anticapitaliste interessate,
ovunque collocate, per dare un concreto segnale di riaggregazione
e di contrasto alla frammentazione, per riprendere un confronto
politico-teorico e un lavoro comune sui temi e nelle lotte
che caratterizzano lo scontro di classe in questa fase (lavoro,
diritti, ambiente e teritorio, beni comuni, antifascismo,
antirazzismo, internazionalismo), per contribuire alla formazione
di un ampio fronte di resistenza alla crisi e rafforzare
la presenza dei comunisti nei luoghi di lavoro e nei conflitti
sociali.
Livorno, 29 gennaio 2011 |