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Ora che lo
shock per il ferimento di Gabrielle Giffords
sta iniziando a stemperarsi e il paese sta ritornando
al suo più usuale clima di alienazione, noi ritorniamo
ad affrontare una minaccia ben peggiore, molto più
seria e ben più violenta di sparatorie sfrenate contro
civili: l’Austerità.
Il circuito
di potere Washington-Wall
Street ha già deciso sulle nostre teste che l’“austerità”
definirà l’agenda politica per il 2011.
L’austerità
è ciò che il Tea Party con il sostegno delle oligarchie
esigeva, ciò che i Repubblicani stanno promettendo
di consegnarci, ora che alla Camera dei Rappresentanti
sono in grado di controllare la stesura del bilancio,
e ciò che l’amministrazione Obama
sta tentando di decretare come parte della sua strategia
della triangolazione neo-clintoniana.
[N.d.tr.: Il concetto alla base della “triangolazione”
è la costruzione di una terza posizione che non è
una semplice sintesi, ma sta “sopra” alle posizioni
dei democratici e dei repubblicani in modo che i tradizionali
elettori di entrambi i partiti possano appoggiarla.]
E i politici
a Washington hanno il totale appoggio dei mezzi di
informazione delle corporation, che per mesi mediante
una campagna martellante hanno imposto il medesimo
messaggio: “L’austerità è la risposta ai nostri problemi”
– problemi che sono stati creati dalle stesse classi
che desiderano ancora farci urlare dal dolore.
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Il modo in
cui questo dibattito sull’austerità è stato inquadrato nei
principali media, tutti esercitanti pressioni e propaganda
per un’austerità fatta di tagli e “lacrime e sangue”, è
automaticamente etichettato come “coraggioso” – un ben strano
modo di definire il coraggio, visto che non un solo uomo
politico o sapientone ricco che sta facendo il tifo per
l’austerità avrà a soffrire realmente per queste fatiche
e sofferenze, ed anzi trarrà profitto da queste. Ma ciò
è quello che ai nostri giorni viene annoverato come “coraggio”!
Michael Gerson, l’opinionista del Washington Post che si era dedicato
a scrivere i discorsi di Bush, è stato uno dei primi promotori
del complesso “coraggio-austerità”. Ecco Gerson
che scrive del suo vecchio collega, l’ex direttore dell’Office of
Management and Budget OMB di Bush, Mitch Daniels, ora governatore dell’Indiana,
il cui primo atto dopo il suo giuramento è stato di assegnare
come pegno la Turnpike Indiana
(autostrada a pagamento) ad una multinazionale il più velocemente possibile,
…dimostrandosi così altamente
coraggioso: “Daniels è arrivato
ad essere governatore dell’Indiana con pieno successo, combinando
un populismo da motoraduni (guida una Harley Davidson) e da fiera delle salsicce con coraggiosi tagli
di bilancio, con una solida documentazione di creazione
di posti di lavoro e con una fama di competente.”
Per ragionamento logico, se Mitch
Daniels è uno di coraggio, allora significa che siamo noi
il contrario del coraggio, le masse vigliacche di indolenti
sfaticati e zoticoni che hanno bisogno di venire sferzate
con continue staffilate, tramite la frusta dell’ “austerità”.
Noi diamo prova della nostra indegnità ogni volta che lanciamo
l’appello: “L’austerità per i ricchi!”, cosa che naturalmente
rappresenta tutto l’opposto del coraggio.
E mentre facciamo
considerazioni sulle conseguenze di vivere in un paese in
cui ai politici e agli opinionisti saccenti viene consentito
affermare che mettere in liquidazione i pezzi più succosi
dello Stato costituisce un atto di coraggio, si verifica
qualcosa ancora di più inquietante, qualcosa che è successo
nella storia moderna dopo che si è esaurito il movimento
di spinta all’austerità: alla fine queste misure quasi sempre
hanno procurato il peggiore degli scenari immaginabili,
il disastro economico, violenza e repressione.
Cominciamo
con il più catastrofico di tutti i programmi di austerità
nella storia, quel programma di austerità che nessuno degli
spacciatori di questo “Olio di Serpente Austerità” vuole
farvi conoscere. [N.d.tr.: Gli americani parlano di "snake oil" (olio di serpente) per quel
tipo di intrugli miracolosi che dovrebbero far bene ai calli,
curare il mal di testa, e far andar via anche le emorroidi]. Si è trattato del disastroso programma di austerità sperimentato
nella Germania del 1930, sotto il Cancelliere Heinrich
Brüning, egli stesso un centrista
austero.
La Grande Depressione si era diffusa in tutto il mondo, e Brüning, spalleggiato dai giganti dell’industria tedesca,
riteneva che la Germania potesse riprendersi solo con una
forte moneta corrente, che egli vincolava al sistema aureo,
e con un bilancio in pareggio mediante tagli brutali degli
stipendi, delle pensioni e dei contributi per la disoccupazione,
e aumenti della tassazione.
Brüning aveva appreso
i principi dell’austerità durante il suo dottorato alla
London School of Economics
- che nutriva e incentivava le prostitute del “libero mercato”
come Friedrich von Hayek e gli aderenti alla “Scuola Austriaca”,
che ancora stanno suonando il loro flauto magico per incantarci
da posizioni importanti quali le pagine editoriali del Wall
Street Journal e della stampa liberista.
Brüning applicava
la medicina di von Hayek alla Germania, e la reazione risultante
è stata così intensa da costringerlo a sospendere la democrazia
parlamentare e a governare attraverso leggi emergenziali,
costituendo un ottimo esempio per l’individuo che in seguito
avrebbe preso il potere. Dopo appena due anni di misure
di “austerità”, l’economia della Germania giunse al collasso
completo: la disoccupazione, che nel 1930 arrivava al 15%,
raddoppiava al 30% nel 1932, i movimenti di protesta si
diffondevano, e alla fine Brüning fu costretto ad abbandonare.
Solo due anni
di austerità, e la Germania era disposta a essere governata
da chicchessia, tranne da quei tipi di politici democratici
che avevano amministrato l’“austerità”, che tante sofferenze
aveva prodotto. Dalle elezioni del 1932, in Germania arrivarono
ai vertici del consenso i nazisti e i comunisti – e all’inizio
del 1933, con Hitler al potere, alla giovane democrazia
tedesca si sbarrarono le porte per molto tempo.
Questo avrebbe
dovuto sigillare la bara su “Austerità” e “Sistema Economico
Austriaco”, ma in qualche modo von Hayek e i suoi aristocratici
colleghi austriaci, che erano stati costretti a sottrarsi
ai risultati (la presa del potere nazista in Austria)
dei loro programmi economici, fornirono una completa revisione
della storia.
Una volta che
si erano messi al sicuro in Inghilterra e in America, aiutati
e finanziati con le donazioni delle oligarchie, questi vecchi
arnesi imbrattacarte come von Mises e von Hayek iniziarono a portare avanti una storia revisionista
del crollo della Germania di Weimar, assegnando le colpe
non alle loro misure di austerità, ma piuttosto ai liberali
spendaccioni, responsabili dell’ultimo governo della Germania
non nazista.
In un certo
qual modo, von Hayek metteva sotto esame le politiche del
Cancelliere Brüning, di tagli massicci di bilancio combinati con l’ancoraggio
della valuta al sistema aureo, le politiche che avevano
portato al collasso la Germania di Weimar, quelle politiche
che divennero la pietra angolare del culto di Hayek - e
tirava le sue conclusioni come se Brüning non fosse mai esistito.
Che invece Hitler era arrivato al potere perché il governo
della Germania si era troppo ingrassato, anche quando Brüning aveva decretato massicci tagli alla
spesa pubblica, la moneta tedesca si era ridotta ad un puro
e semplice pezzo di carta senza valore sebbene
Brüning la tenesse vincolata
all’oro, il popolo tedesco un mucchio di principessine viziate
dallo stato sociale che vivevano agiatamente al disopra
delle loro possibilità quando in realtà stavano morendo
di fame nelle strade soffrendo di tagli insopportabili alle
paghe, e perché questi dissoluti pensionati tedeschi ricconi
e le principessine con il sussidio di disoccupazione erano
così determinati a godersi i sussidi, da eleggere un Nazista.
Agli inizi
degli anni ’30, i programmi di austerità e il vincolo delle
monete al sistema aureo sono stati la causa di enormi sofferenze,
violenza e disastri in tutto l’Occidente.
In Inghilterra,
le misure di austerità hanno generato la scintilla di uno
dei più notevoli ammutinamenti nella storia militare britannica,
a partire dal tempo della Rivoluzione Francese, l’Ammutinamento
di Invergordon del 1931, quando
più della metà della Marina da Guerra Britannica insorse
contro i tagli dovuti all’austerità, prendendo il controllo
di navi e scatenando timori di una rivoluzione bolscevica
in tutto il paese. L’ammutinamento e gli scioperi ottennero
risultati: la Gran Bretagna alla fine fu costretta ad abbandonare
la parità aurea e vennero alleggeriti i tagli agli stipendi.
Come esempio
all’opposto, la Svezia, proprio l’unico paese ad avere adottato
un modello di “economia mista”, soffriva molto meno le conseguenze
della Grande Depressione che colpiva il mondo intero; a
differenza dei paesi che propinavano dosi di austerità,
a partire dal 1932 la Svezia era già di nuovo in piedi e
in forte espansione.
Prendete in
considerazione quasi ogni programma di austerità del secolo
scorso, e si possono registrare sempre le stesse conseguenze:
distruzione economica, distruzione politica e violenze.
Prendiamo il Venezuela; ci siamo meravigliati perché i Venezuelani
hanno scelto Hugo Chavez? Cosa
ha reso così radicali i Venezuelani da rivolgersi verso
un seguace di Fidel Castro in grado di salvarli?
L’austerità
è ciò che veniva imposto, infarcito di frottole dalla stessa
élite finanziaria di Washington, che oggi noi dobbiamo affrontare.
Nel febbraio
1989, il Venezuela aveva eletto alla presidenza un candidato,
Carlos Andres Perez, che aveva fatto campagna
elettorale come populista-liberale, promettendo agli elettori
che avrebbe combattuto contro il FMI e la Banca Mondiale,
che stavano cercando di imporre al paese un programma di
austerità. Gli elettori avevano creduto a Perez, visto che l’ultima volta che era stato presidente negli
anni ’70 aveva nazionalizzato l’industria del petrolio e
le miniere di ferro che vedevano impegnati interessi degli
Stati Uniti. Ma Perez era un imbroglione, un finto-liberale
che si era segretamente venduto a “bankster”,
a banchieri gangster oligarchi, e aveva truffato gli elettori.
Tre settimane dopo la vittoria elettorale, il presidente
Perez faceva ingoiare a forza
un programma di austerità scritto dal Fondo Monetario Internazionale,
che scatenava immediatamente proteste di massa.
Perez metteva in atto quello che tutti gli
innamorati dell’austerità fanno: dichiarava lo stato di
emergenza e sospendeva la Costituzione, e chiamava all’azione
le forze di sicurezza, che massacrarono almeno 1.000, se
non più di 3.000 Venezuelani che protestavano.
Mentre tutti
in Occidente erano a conoscenza del massacro di Piazza Tiananmen,
di intensità ben minore di quello in Venezuela, poco si
è saputo di questo massacro, che i Venezuelani chiamano
“il Caracazo”. [ N.d.tr.: Il 27 febbraio del 1989 una grande protesta popolare contro le misure neoliberiste
del governo di Carlos Andres Perez terminò con un bagno di sangue: il Caracazo.
Il 27 febbraio è l’anniversario di uno dei peggiori eccidi
nella storia recente mondiale: il
Caracazo, con migliaia
di morti, uomini, donne, bambini, vittime della brutale
repressione poliziesca. I morti furono migliaia, forse addirittura
più di diecimila. Tra i vari responsabili anche un italo-venezuelano, Italo
del Valle, all’epoca ministro della difesa del governo
venezuelano. Una persona indegna che ha macchiato di vergogna
l’intero popolo italiano. I crimini contro l’umanità non
hanno confini, non hanno prescrizione. Qualunque giudice
del mondo avrebbe dovuto chiederne l’incriminazione, e la
giustizia italiana avrebbe dovuto esigere di giudicare questo
criminale di cittadinanza italiana.]
Naturalmente,
questa azione menzognera e il massacro sono stati esempi
di… “coraggio”, così si esprimeva
il direttore generale del FMI Michel Camdessus nel descrivere la decisione di Perez di massacrare coloro che protestavano. Di seguito un
articolo del New York Times del
1989:
Washington, 8 marzo — Il direttore generale del Fondo
Monetario Internazionale, Michel Camdessus,
afferma che le misure di stabilizzazione economica in Venezuela
“si stanno rivelando ancora più dolorose” perché sono state
“troppo a lungo rinviate”. Egli ha così commentato in una
lettera scritta lunedì, pochi giorni dopo i disordini causati
da dure misure economiche, agitazioni che hanno prodotto
più di 375 morti in Venezuela.
Mr. Camdessus ha lodato il
nuovo governo del presidente Carlos Andres
Perez per il suo “coraggio” nell’abbracciare un programma
economico shock studiato per aumentare l’efficienza economica,
e ha ribadito che il FMI avrebbe sostenuto questo programma
“con tutta l’influenza a sua disposizione.”
Ma il direttore ha respinto le accuse del signor Perez, che il FMI sia stato almeno in parte responsabile per
le manifestazioni di protesta della settimana scorsa per
avere raccomandato alcune delle misure di riaggiustamento.
Da notare la
medesima contorta retorica usata allora, che noi possiamo
riscontrare ancor oggi: le élite, che impongono ai cittadini
austerità e macello, e dichiarano gli stati di emergenza
per proteggere i programmi del FMI, sono classificate come “coraggiose”, mentre
le persone che vengono uccise non ottengono nemmeno un pollice
di colonna. Da notare anche come il presidente Perez
accusi Camdessus, e come Camdessus lanci
l’accusa che una storia alternativa avrebbe potuto svolgersi
se solo i leader precedenti fossero stati più “coraggiosi”
e avessero realizzato prima questi aumenti folli dei prezzi
e i tagli salariali.
I programmi
di austerità in Venezuela avevano creato più povertà, oligarchi
più ricchi, peggiorato la corruzione, e l’inevitabile contraccolpo
incarnato nella figura di Hugo Chavez,
che nel 1992 metteva in scena un colpo di stato che quasi
riusciva ... e poi conquistava la presidenza attraverso
la cabina elettorale. Perez dovette
fuggire a Miami con la sua famiglia per evitare di essere
messo sotto processo per la strage, ed è morto proprio il
mese scorso, il 25 dicembre 2010, nella vergogna.
Programmi di
austerità nei paesi ex comunisti dell’Unione Sovietica hanno
prodotto risultati disastrosi del tutto equivalenti.
Come ho scritto
in “the Nation”, nei primi anni
’90 Larry Summers aveva curato un programma di austerità per la Lituania,
innescando immediatamente il più alto tasso al mondo di
suicidi, la miseria economica e una reazione che ha indotto
(nel 1992) la Lituania ad essere il primo paese dell’ex blocco comunista
a riportare con il voto i comunisti al potere (Partito Democratico del Lavoro) -
un modo qualsiasi per fermare la sofferenza.
In Russia,
le misure di austerità dettate dagli stessi seguaci di Hayek
del Fondo Monetario Internazionale hanno provocato un completo
collasso del mercato finanziario, un crollo superiore al
50 per cento del PIL, la morte prematura di milioni di indigenti,
e, naturalmente, hanno portato al potere l’indispensabile
(al FMI!) presidente Yeltsin che
governava per editti, bombardava il suo Parlamento, per
finalmente sniffare democrazia consegnando il Cremlino al
suo intimo compagnone, Vladimir Putin.
Gli economisti
russi, che hanno contribuito a progettare il loro programma
di austerità, hanno speso un sacco di tempo per imparare
dal paese sulla terra favorito dall’applicazione dei programmi
di austerità di Friedrich von Hayek, il Cile del Generalissimo
Augusto Pinochet ( il regime di apartheid del Sud Africa
occupava il secondo posto nell’austero cuore austriaco di
Hayek).
Tale programma
di austerità, messo in esecuzione nel 1975 con la consulenza
di von Hayek e di Milton Friedman, veniva implementato dopo
massacri brutali e la distruzione della democrazia, un rovesciamento
intelligente della solita formula: nel 1973, Pinochet aveva
rovesciato il presidente democraticamente eletto, Salvador
Allende, aveva massacrato quasi 3.000 oppositori, e tantissimi
di più ne aveva imprigionato e torturato, preparando le
condizioni ideali per l’applicazione delle misure di austerità
di von Hayek.
Nel 1975, queste
misure venivano applicate, e i risultati, naturalmente,
si dimostrarono catastrofici. Il PIL crollava quasi del
15 per cento in un solo trimestre, mentre la disoccupazione
aumentava, dal 3 per cento sotto Allende, al 20 per cento.
Fino alla fine degli anni ’70, l’economia non raggiungeva
i livelli del 1971 - e poi tutto il castello di carte del
“Sistema Economico Austriaco” crollava due anni dopo. Ma
la cosa buona per i Cileni stava nel fatto che non dovevano
più passare attraverso il trauma di massacri e della morte
della democrazia, dal momento che questo piatto amaro era
già stato servito loro in anticipo. Alla fine di tutto questo,
il Cile veniva lasciato con una nuova classe di oligarchi
massicciamente arricchiti con la finanza, i sindacati del
settore pubblico a brandelli, e una delle peggiori disuguaglianze
di reddito al mondo.
Ma di questo
non si sente parlare più di tanto, non al di fuori degli
ambienti considerati marginali degli oppositori della globalizzazione
e degli appassionati delle analisi di Naomi Klein. Grazie
alla propaganda sciocca, ma pesantemente finanziata, l’esperimento
di Hayek in Cile è costantemente definito una storia di
successo. Proprio l’anno scorso, quando una società mineraria
privata si è dimostrata troppo inefficiente e corrotta per
salvare i suoi minatori intrappolati nel sottosuolo, questa
società privata ha dovuto ricorrere alla compagnia mineraria
statale per portare in salvo gli operai bloccati. Tuttavia,
la storia che noi Usamericani
abbiamo appreso attraverso il Wall
Street Journal è stata che il salvataggio dei minatori era
in qualche modo la “prova” che il merito del salvataggio
di quei minatori intrappolati doveva andare agli esperimenti
di libero mercato di Hayek e Friedman, che il Generalissimo
Pinochet aveva condotto sul Cile. Secondo questo ragionamento…logico:
alla società privata era capitato di vedere i propri minatori
intrappolati e non riusciva a salvarli; il loro salvataggio
riusciva alla società mineraria statale; pertanto, era merito
del libero mercato, senza ostacoli, la messa in salvo dei
minatori intrappolati.
È questa la
logica che Hayek ha utilizzato per sostenere che era stato
lo spettro dei fautori del New Deal della Grande Coalizione
a portare i Nazisti al potere, piuttosto che le misure di
austerità di Brüning. [N.d.tr.: il New Deal era la riforma di politica economica
e sociale attuata dal presidente degli Stati Uniti Roosevelt
per fronteggiare la Grande Depressione(1933-1938)] Noi
Usamericani in tutto il mondo
siamo i soli babbei che pensano in fede che Pinochet abbia
compiuto in Cile un miracolo economico.
Ora, in buona
sostanza, i medesimi programmi di austerità, che hanno procurato
stragi, guerre, sofferenze e catastrofi in tante parti del
mondo, si sono alla fine riversati su questo nostro popolo
e questo nostro paese, il cui destino da sempre era quello
di rovinare tutti gli altri.
Perché ora,
vi domanderete? Perché, dopo tutta la distruzione economica
e le disuguaglianze, risultato di decenni di deregulation,
di privatizzazioni, di taglio delle tasse ai ricchi, perché
dovremmo adottare un versione radicale, seppur depurata,
della stesso disastroso programma di libero mercato? Perché
dovremmo accettare di assumere ancora questa medicina amara
dalla stessa gente che già ci ha avvelenato?
Semplice la
risposta: perché negli ultimi tre decenni siamo stati resi
deboli dall’avere avuto i nostri pozzi avvelenati dal libero
mercato, dall’ideologia liberista. Siamo più deboli, più
poveri, ci siamo rivolti contro i sindacati e la gestione
pubblica delle risorse, le uniche due fonti potenziali di
contro-potere in opposizione a miliardari e imprese – in
queste precise condizioni, quale predatore non si sarebbe
mosso per azzannare la preda? Questo è il momento perfetto
per arraffare tutto ciò che il sistema economico dell’Austriaco
ha da offrire ai suoi praticanti. Il saccheggio dei deboli
e una pallottola in testa se dovessero resistere – questa
è la definizione di “coraggio” per la degenerata classe
dirigente degli Stati Uniti d’America
* da AlterNet del 25 gennaio 2011
http://www.alternet.org/story/149659/
(Traduzione di Curzio Bettio
di Soccorso Popolare di Padova)
Altri articoli
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Mark Ames è l’autore di
“Going Postal: Rage, Murder, and Rebellion: From Reagan's
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Articolo originale a : http://www.alternet.org/story/149659/
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