Sento di dover intervenire su quanto
è successo alla manifestazione ad Arcore organizzata
dal popolo viola per denunciare il comportamento folle
dell’imperatore napoleonico Berlusconi. Nella stessa,
una parte dei manifestanti ha cercato di arrivare a manifestare
sotto la villa di quello che dovrebbe essere il premier
italiano, diventato la barzelletta di se stesso, nuova
versione della mitica pizza e mandolino.
Il tentativo di arrivare alla villa, è stato stroncato
dalle cariche delle forze dell’ordine, cariche che
di fatto hanno segnato una novella zona rossa , dove non
poter accedere, novella zona rossa che segue già
le tante disegnate nel Paese sempre più in declino.
Non si può manifestare davanti al parlamento che
legifera su noi stessi, e gli studenti ed i professori
lo hanno imparato a loro spese, non si può manifestare
a difesa dell’ambiente davanti a discariche e cantieri
magaopere tipo TAV, non si può manifestare davanti
alle ville del nuovo duce per non creargli imbarazzo.
Un gioco che tenta di smorzare le proteste e che delinea
il corso nettamente reazionario di un governicchio degno
compare dei Ben Alì e dei Mubarak e che conscio
di questo, tenta di creare zone rosse con cui frenare
sul nascere le possibili proteste dal basso. Tempi di
crisi, tempi di manovre per spegnere le prevedibili risposte
popolari. Miserie di un potere piccolo piccolo che usa
le forze dell’ordine a proprio piacimento, che passa
dal possibile scortare le minorenni e le mercenarie alle
ville del Berluska, al creare zone rosse invalicabili,
senza la minima vergogna di se stesso e dei suoi giganteschi
appetiti, Del resto l’esser passati dal family day
al bunga bunga contraddistingue e molto l’opera
del governicchio delle destre, ricordate? Quello del fare.............................a
proprio uso e consumo.
Ora, si dice che le zone rosse dichiarate o meno, non
si devono valicare, pena cariche , arresti e repressione.
Potenza dell’impotenza dei potenti di turno, di
quelle logiche che vorrebbero continuare come se nulla
fosse, a dominare gli scenari, a comportarsi come meglio
gli aggrada sulle spalle di chi di fatto, deve subire
il non poter manifestare davanti a luoghi simbolo. Ora,
è molto chiaro che ad Arcore, non c’era nessun
tentativo di assalto armato o meno, ma che centinaia di
uomini e donne, volevano manifestare davanti alla villa
del faraone. Non accettando l’imposizione di non
poter manifestare davanti a luoghi simbolici.
Cosa che è stata raccontata dalla disinformazione
giornalistica di regime, ed anche dalla "dirigenza"
del popolo viola , come un assalto di provocatori violenti
e facinorosi. Per smentirli basta guardarsi i filmati
che vedono i manifestanti caricati, e la successiva rabbia
esplosa, che è ben lontana da assalti con molotov
e/o spranghe ed ancor più lontana da risibili assalti
armati. Logica vorrebbe che i neo-burocrati del cosiddetto
popolo viola che organizzava la manifestazione in piazza
ad Arcore, difendessero i manifestanti caricati violentemente,
o che perlomeno capissero quel che era successo, o almeno
che ci provassero.
Ed invece, la più forte condanna di chi non accetta
le zone rosse, è arrivata proprio dai neo-burocrati
del viola colore. Ecco pari pari il giudizio di chi "dirige"
il popolo viola:
Gianfranco Mascia, uno degli animatori del No B Day che
era ad Arcore alla manifestazione, dirama una nota durissima
contro chi ha partecipato agli scontri: «Come cittadini
Viola ci dissociamo da una decina di facinorosi che hanno
tentato di formare un corteo non autorizzato. Durante
tutta la manifestazione la Rete Viola e il Popolo Viola
di Milano hanno chiesto di mantenere la mobilitazione
allegra, pacifica e colorata, seguendo lo spirito nonviolento
dei Viola». Mascia prosegue: «La nostra solidarietà
- continua - va alle forze dell’ordine con le quali
manteniamo un rapporto di stretta collaborazione, come
dimostrano le decine di mobilitazioni grandi e piccole
organizzate da noi Viola in questi mesi, senza nessun
episodio di violenza. Siamo vicini al carabiniere ferito
e gli esprimiamo tutta la nostra solidarietà».
A guardare i vedeo la decina di manifestanti diventa
centinaia e questo rende ancora più evidente il
tentativo di criminalizzazione (il facinorosi) messo in
atto dai neo-burocrati viola. Che dire se non: piccolo
nuovi pd crescono, nuovi pompieri e stampelle sinistre
difensori delle ville del faraone tricolore che dicono
a parole di contrastare ? Accettano di fatto le zone rosse
e solidarizzano con chi manganella e ferisce i manifestanti.
Fanno capire bene i loro veri intenti e quello che stanno
preparando per il dopo Berlusconi, una ammucchiata reazionaria
spalleggiata da banche, poteri forti e confindustria.
Dopo Berlusconi, entrano in scena i berluschini, gli
interclassisti di un centrosinistra lontano dai bisogni
di chi scende in piazza, ma convinti di poter mettere
guinzagli a destra e a manca, di "guidare",
di "rappresentare", di "controllare",
seguaci del gioco delle parti, di cui è primo attore
la fantomatica opposizione parlamentare piddina e le sue
ignobili stampelle sinistre o meglio, sinistrate. Spaventati
in maniera ossessiva da autorganizzazione e partecipazione,
ricorrono alla denuncia della protesta reale e provano
a mettere in scena l’opposizione fittizia.
Coscienti stampelle della non rivolta, abituati da sempre
ai salotti buoni della borghesia tricolore, e dei suoi
interessi non toccabili. Difensori veri e propri della
classe sfruttatrice e dei suoi interessi. Forti con i
deboli e debolissimi contro i forti, spaventati in maniera
ridicola di passare per estremisti. Non giova agli interessi
dei novelli berluschini. Si dichiarano allegri, pacifici
e colorati, ma sono grigi più di un cielo nuvoloso
che promette pioggia governista. Da oggi ancora più
riconoscibili nelle loro vere intenzioni. Spalleggiare
l’esistente cambiando solo il faraone, sostituendolo
con tanti piccoli faraoni, i novelli berluschini. Governisti
ad oltranza, se fosse per loro, la crisi economica la
pagherebbero solo le classi disagiate.
Provano ancor più platealmente, che il colore
viola porta sfiga, e tanta pure, e che per far cadere
Berlusconi da sinistra serve ben altro: una unita sinistra
di classe che sia sponda di chi lotta e soprattutto politicamente
indipendente. Il contrario esatto dei neo-burocrati del
popolo viola , che pensano a ben altro, agli interessi
interclassisti di pd e poteri forti.. Da oggi, son ancora
più riconoscibili nelle loro reali intenzioni.
Que Se Vayan Todos sarà la miglior risposta politica
da dargli, i "facinorosi" han ben capito di
che pasta son fatti i neo-burocrati viola, pura pastafrolla
al pari dei D’Alema, dei Rutelli, dei Veltroni e
pari casta.
Anche loro, materiale inservibile, a cui non affidare
il nostro futuro già ampiamente derubato da lorsignori
e portaborse annessi.