Cari compagni
e rappresentanti dei partiti fratelli!
Noi, rappresentanti del Partito Comunista dell'Unione Sovietica
e dell'Unione dei Comunisti della Finlandia, nel corso di
una lunga discussione, abbiamo preso in esame la questione
del declino nello stato moderno, dei comunisti e del movimento
della classe operaia. Siamo profondamente turbati
dal futuro dei lavoratori e del movimento Comunista in tutto
il mondo, e per questo, vi inviamo la seguente lettera.
Circa i compiti del movimento comunista e operaio
Alla fine degli anni 80, quando la tattica formale di
lotta dei Partiti Comunisti si è esaurita, il nostro mondo
è completamente cambiato.
Il socialismo ha sofferto di numerosi fallimenti, l’imperialismo
è diventato più forte e ha portato avanti una nuova divisione
del mondo, anche con la forza delle armi. C’è stato altresì
un profondo cambiamento nella struttura della classe lavoratrice,
molte contraddizioni sociali, economiche e geopolitiche
sono scoppiate in vari paesi. La classe lavoratrice e i
lavoratori di tutto il mondo, hanno bisogno ora di sviluppare
una nuova tattica di lotta anticapitalista e raggiungere
il loro compito storico e rovesciare il capitalismo per
costruire una società senza classi.
A proposito di questo obiettivo, vorremo proporre alcune
riflessioni. Come da sempre, pensiamo che la teoria Marxista-
Leninista sia una base scientifica per la comprensione di
tutti i fenomeni sociali, una comprensione che sempre dovremo
aver chiaro nella sua evoluzione. Ci sono, è vero, alcuni
comunisti che spesso reputano questa, una condizione ormai
non piu applicabile alla società
attuale. D’altra parte, l’incapacità di valutare gli eventi
sociali secondo la scienza marxista, ha portato le masse,
prima fedeli al movimento dei lavoratori, a perdere il contatto
con le avanguardie.
Numerosi gruppi e partiti marxisti hanno un problema con
l’uso del marxismo leninismo come strumento della loro stessa
politica. Soltanto in europa, ci sono centinaia di partiti e gruppi marxisiti esistenti da lungo tempo che nel corso degli anni
non hanno mai cambiato strategia per risolvere i problemi
della società, anche se le contraddizioni e i problemi della
società stessa sono profondamente cambiati. Cè
una necessità forte oggi, di riuscire ad applicare la scienza
marxista in modo coerente con l attualità, e la necessità
anche di formulare un nuova tattica anti capitalista.
La questione della rottura del Socialismo è una questione
centrale. Perché il socialismo sta soffrendo questa battuta
d’arresto, cos’ha portato alla stagnazione della strategia
e della tattica della lotta di classe dei comunisti e della
classe lavoratrice? Senza una risposta credibile a queste
domande, non potremo andare avanti, ne trovare la chiave
per la soluzione di molti altri problemi.
Se per molte decadi il socialismo si è sviluppato con successo
e ha guadagnato larghe vittorie nel campo della scienza,
dell’economia, della cultura e della sfera sociale stessa,
per quale motivo non è riuscito a respingere l attacco politico
e ideologico degli anni 80? Noi pensiamo che la disgregazione
di un sistema simile a quello socialista mondiale sia possibile
solo quando esso sia determinato da leggi interne della
società che riguardano sia l economia che la lotta di classe.
Solo pochi marxisti leninisti sono di fatto riusciti a far
fronte a tutto ciò, ma sovrastare tali tendenze negative
era quasi impossibile.
Alcune osservazioni, a questo punto, diventano necessarie:
1- Il socialismo del XX secolo,
si è basato principalmente sul tradizionale sistema della
produzione industriale che dominava in tutte le economie
nazionali. Tuttavia una crescita delle forze produttive
ha promosso l'elaborazione automatica delle informazioni
e la loro introduzione in produzione. In una situazione
simile, il capitalismo è riuscito a introdurre rapidamente
nuovi metodi di produzione che gli hanno dato sempre nuova
forza.
2- Il sistema socialista mondiale,
in particolare l'Unione Sovietica, ha aderito ai principi
dell'economia centralizzata pianificata. Tuttavia, negli
anni 70, quando in Unione Sovietica c'erano già centinaia
di migliaia di imprese, la gestione centralizzata ha cominciato
a dare i primi segni di fallimento e il tasso di crescita
economica è diventato più lento, non riuscendo più ad adeguare
le conquiste scientifiche alle tecniche di produzione. Di
conseguenza il divario economico tra il capitalismo e il
socialismo è aumentato. In Unione Sovietica dagli anni 50,
si è tentato di risolvere il problema del miglioramento
del meccanismo economico attraverso vari stimoli. Queste
misure hanno dato un certo effetto, ma in ultima analisi,
hanno piuttosto aggravato i problemi della società socialista,
perché è stata distorta la rappresentazione degli obiettivi
e dei valori del socialismo stesso. L’esecutivo di queste
riforme economiche infatti ha
puntato essenzialmente al raggiungimento di certi parametri
economici, non prendendo in considerazione i principi del
socialismo. L’economia sommersa ha prodotto un gruppo sociale
che ha iniziato ad accumulare denaro in modo sommerso.
3- Una questione soprattutto
ideologica riguarda la correlazione tra le fasi di sviluppo
della società socialista e comunista. Gia
nella fase iniziale Marx e i comunisti parlano della società iniziale. In “Critica
del programma della Gotha” Marx
mostra la divisione della società comunista nella sua fase
inferiore e superiore. Nella prima fase i problemi ereditati
dal capitalismo, continuano ad esistere. Successivamente,
osserva Marx, il lavoro in particolare
diventa non solo una fonte di esistenza ma un bisogno vitale.
Solo successivamente, la società puo
delinearsi, come recita lo slogan, "da ciascuno secondo
le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni".
Oggi possiamo constatare che la prima fase della società
comunista, si è realizzata con successo entro i limiti del
sistema socialista mondiale. Gli obiettivi dell'Unione Sovietica
e di altri paesi socialisti per lo sviluppo della loro economia
nazionale, della scienza, dell'istruzione e della sfera
sociale sono stati enormi, anche se non esistono quasi in
nessun luogo, le nozioni teoriche sul socialismo e il comunismo
sperimentate. Pubblicati in URSS tra il 1950-1980 (e tradotto
dal russo in molte lingue), i testi più importanti sulla
filosofia marxista-leninista e sull’economia politica definiscono
gli obiettivi principali di una società socialista, come
una crescita costante della produzione e del consumo, e
un livello soddisfacente di benessere materiale. Non è stata
data purtroppo molta attenzione alla teoria marxista sulle
fasi di sviluppo della società socialista e comunista e
all'interrelazione di queste fasi, anche se la società reale
ha di fatto sicuramente passi da gigante.
La crisi del socialismo era inevitabile?
Durante le prime fasi di sviluppo del socialismo, quando
l'economia e il benessere materiale erano ancora ad un livello
molto basso, era naturale che in una definizione degli obiettivi
del socialismo, quello principale fosse lo sviluppo della
sua base materiale e del benessere della società. Nel suo
libro "Stato e rivoluzione" Lenin scrisse: "Politicamente
la differenza tra la fase inferiore e quella superiore dello
sviluppo del comunismo, sarà probabilmente abissale, ma
sarebbe ridicolo prendere conoscenza di questa differenza
ora , in una fase in cui predomina ancora il capitalismo”.
Oggi sappiamo che lo sviluppo sociale che si è generato
a livello mondiale, ha determinato nuove contraddizioni
globali, basti pensare ai un cambiamenti climatici, ai disastri
ecologici, alle pandemie, alla produzione alimentare mondiale.
La teoria del socialismo e del comunismo dovrebbe riuscire
a collegare tali questioni, per aumentare il benessere materiale
e risolvere altri problemi della società. Ciò non è stato
fatto negli anni 80 ne in quelli precedenti. Anche in condizioni
di socialismo, la società non puo politicamente adattarsi alla crescita costante delle forze
produttive. La situazione è stata determinata dalla
legge di conformità delle forze produttive e dai rapporti
di produzione, ben noti nell’economia e scienza sociale
marxista. Sfortunatamente, essendosi poi interrotte le relazioni
internazionali, e non essendosi piu
armonizzate le forze produttive, il ritorno al capitalismo
è stato facile. Una graduale deriva progressista è stata
inevitabile. Se prima il mondo socialista e il movimento
operaio mondiale lottava per impedire una nuova espansione
dei centri imperialisti, ad un certo punto i centri imperialisti
hanno notato una certa debolezza del socialismo e il blocco
capitalista ha iniziato una nuova ripartizione del mondo
tramite l'economia neo liberista.
Anche in USSR, come risultato della crescita dell’economia
sommersa, un gruppo sociale nel quale si era concentrato
denaro e potere ha iniziato a centralizzare la proprietà
in senso capitalista. Gradualmente, questo gruppo, ha incontrato
l’economia neoliberista che ha disorientato le masse e indebolito
la loro organizzazione.
Ruolo del fattore soggettivo
Molti comunisti pensano che il processo di disgregazione
del socialismo è stato il risultato di errori e tradimenti
di personaggi pubblici o interni al partito. In realtà questo
processo è stato determinato da leggi e azioni più generali.
Ciò non vuol dire che essi siano esenti da ogni grado di
responsabilità o che non abbiano preso decisioni errate.
Al contrario, molti di questi leader potrebbero essere paragonati
ai criminali di guerra.
Tuttavia, per quanto riguarda la catena di eventi che hanno
portato alla disintegrazione del socialismo per noi è molto
più semplice oggi sviluppare una nuova strategia anticapitalista
e una nuova tattica della lotta di classe. Tale stima può
segnare l'inizio di unità del movimento comunista. Ora,
il fatto non è cercare le cause della crisi nei reciproci
errori, ma concentrarsi sull'analisi della situazione moderna
e sulle nuove tattiche di azioni.
Nell’epoca moderna
Ancora una volta il blocco capitalista si divide il
mondo per la gestione delle risorse economiche. Utilizzando
il lavoro a basso costo nei PVS, hanno trasferito su larga
scala la produzione. Nonostante ciò le contraddizioni si
stanno aggravando un po’ ovunque. In relazione con il trasferimento
dei luoghi di produzione nei paesi meno costosi, la tragedia
della disoccupazione sta colpendo i paesi un tempo più industrializzati,
mentre nei paesi di nuova industrializzazione si aspira
a mantenere lo standard di vita della classe lavoratrice
al di sotto del valore reale del lavoro.
Tali contraddizioni nella forma di peggioramento delle condizioni
della classe, appaiono tutt’oggi gravi, ma la vera esplosione
arriverà quando la fase imperialista moderna raggiungerà
la sua maturità e vivrà la sua prima crisi globale
di sovrapproduzione, i cui primi effetti cominciano a manifestarsi
oggi.
In tale situazione noi, comunisti, dovremmo saper sviluppare
una moderna tattica di lotta di classe adeguata all’epoca
moderna, soprattutto considerando l’aggravamento delle contraddizioni
sociali a livello mondiale e il cambiamento della struttura
della classe operaia.
Dipende solo da noi, se un giorno si potrà definire l’epoca
moderna, “ un epoca di temporanea restaurazione dell
imperialismo e la nuova organizzazione della classe lavoratrice”.
Verso nuove tattiche
Senza alcuna prova scientifica del nostro futuro socialista,
non possiamo essere in condizione di creare quella forza
che può organizzare la lotta di classe e portarla su un
nuovo livello. Tuttavia il movimento di massa non sempre
può essere costruito sulla base della consapevolezza di
prospettive socialiste.
Prima di una rottura del sistema socialista mondiale la
tattica del movimento comunista internazionale e della classe
operaia consisteva nella creazione di ampio fronte contro
il monopolio. Noi, tutt’oggi, consideriamo che questo fronte
unito di varie organizzazioni sociali rimanga attuale. Tuttavia,
come è necessario elevare ad un livello molto più alto la
teoria della costruzione di una società socialista e comunista,
anche il fronte unico deve mettersi come primo obiettivo
politico la costruzione stessa della teoria socialista,
la quale dovrà toccare e approfondire tutti i principali
temi del nostro presente.
Compagni comunisti!
Il nostro compito principale consiste nel rafforzamento
della nostra cooperazione. Nella prima fase si consiglia
di scambiare opinioni su aspetti teorici e ideologici di
nuove tattiche di azioni comuni. A questo scopo sarebbe
utile convocare anche una piccola riunione di comunisti
da tutta Europa e, probabilmente, da paesi di tutto il mondo
per una seria discussione delle questioni formulate finora,
al fine di elaborare un documento comune sulla fase attuale.
In questo documento si potrebbero dare anche i compiti di
coordinamento per azioni congiunte con una prospettiva di
creazione di nuove forme organizzative di consolidamento
dei comunisti in tutto il mondo.
Per le forze comuniste si tratta realmente di un momento
di ripresa, per un nuovo attacco risoluto sul capitale mondiale.
Proletari di tutti i paesi, unitevi!
Febbraio 2010
Per il PCUS
Sergey Skvortsov,
segretario del PCUS
Per l'Unione dei comunisti di Finlandia
Wahrman Kalevi,
presidente del CFL
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