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Comunicato
delle compagne, dei compagni, degli attivisti sociali, delle
organizzazioni politiche, sociali e delle associazioni che
hanno sostenuto l’Appello per Napoli.
PER UNA LISTA
CONTRO IL CENTRO DESTRA ED ALTERNATIVA AL CENTRO SINISTRA
ALLE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL COMUNE DI
NAPOLI.
A partire dai mesi scorsi, attraverso la pubblicazione,
la diffusione e la discussione in città de l’Appello
per Napoli (http://www.appellonapoli.it) abbiamo
sollecitato un ampio pronunciamento sociale e politico finalizzato
alla costruzione di una partecipazione indipendente ed autonoma
alla prossima consultazione elettorale amministrativa del
Comune di Napoli. Da allora la situazione della nostra città
si è ulteriormente aggravata.
Non passa giorno – sui posti di lavoro, nei territori,
nelle scuole e nell’intera società partenopea, come, del
resto, in tutto il paese – senza che gli effetti antisociali
della crisi non lascino segni profondi nelle condizioni
di vita e di lavoro dei ceti popolari.
Particolarmente nell’area metropolitana napoletana questa
condizione è aggravata da una azione amministrativa del
Comune di Napoli la quale, persino a pochi mesi dall’appuntamento
elettorale, non riesce a liberarsi dagli interessi dei poteri
forti, degli apparati affaristici e speculativi e da quella
lunga sequenza di misure e provvedimenti antipopolari varati
dall’amministrazione Iervolino.
Dalle questioni afferenti ai grandi temi di indirizzo strategico
fino all’azione quotidiana nelle varie Municipalità cittadine,
non c’è stato un solo provvedimento di natura economica
e sociale in controtendenza rispetto all’offensiva padronale
e governativa in corso.
Non c’è stata misura, varata dalle diverse amministrazioni
del centrosinistra, la quale, anche sul piano simbolico,
abbia innestato una dinamica utile agli interessi dei lavoratori,
dei precari, degli studenti della nostra città.
Infatti, se le prossime elezioni amministrative si stanno
approssimando sotto una continua sequenza di tagli ai servizi
sociali, al diritto all’abitare, al lavoro e circondati
– dopo decenni di cosiddetta Emergenza/rifiuti – da cumuli
di monnezza, le responsabilità
vere non sono ascrivibili unicamente alle scelte economiche
del governo Berlusconi e della nuova amministrazione regionale
di Caldoro. Sono da ricercare anche nel lungo corso politico
del bassolinismo e delle
politiche portate avanti in questi anni che hanno devastato
la regione e la città.
NON SOTTOVALUTIAMO
IL PERICOLO
DELLE DESTRE
E DEL BERLUSCONISMO.
Siamo coscienti che anche il Comune di Napoli potrà essere
espugnato dalle destre e dal partito di Berlusconi. Non
sottovalutiamo questa ipotesi: siamo compagni, attivisti
ed organizzazioni da sempre impegnate nel vivo del conflitto
sociale e politico e, quindi, contro le destre, il razzismo
ed ogni forma politica classista ed autoritaria.
A chi, però, ci invita, ancora una volta, alla
sciagurata logica del “meno peggio” o della “riduzione del
danno”, in nome del pericolo delle destre che potrebbero
insediarsi anche a Palazzo San Giacomo, facciamo notare
che ogni volta che questa strada è stata percorsa ha prodotto
danni rilevanti non solo alle prospettive generali di riscatto
e di emancipazione sociale, ma non ha portato a risultati
concreti per ceti popolari nemmeno sul terreno delle rivendicazioni
immediate.
Insomma – a Napoli come altrove – ogni volta che le rivendicazioni
sociali sono state costrette a cedere parte delle loro potenzialità
o delle loro ragioni, il risultato è stato il riprodursi
di un meccanismo di sconfitta e di depotenziamento dei nostri
obbiettivi che ha avvantaggiato le destre stesse.
Ed è sulla base di questo impietoso bilancio di una lunga
stagione amministrativa del centrosinistra che sollecitiamo
e lavoriamo per costruire una forte opposizione al centrodestra,
ma in maniera totalmente alternativa da come le forze del
centrosinistra hanno interpretato il loro ruolo e la loro
funzione, non solo nei palazzi istituzionali ma nell’intera
società.
Del resto l’indegno teatro delle Primarie ha offerto
il consueto spettacolo di un ceto abbarbicato ad una concezione
della politica e del rapporto con la città totalmente antitetica
alle aspirazioni di giustizia sociale, di eguaglianza, di
pulizia morale e di profondo cambiamento verso il quale
siamo collettivamente impegnati insieme alle donne ed agli
uomini di questa città che non si sono arresi.
Oltre il
teatrino della politica c’è una Napoli che non si piega
Esiste al di là del teatrino della politica una “Napoli
che non si piega” fatta di studenti e studentesse che reclamano
futuro, comunità che difendono il proprio territorio dalla
devastazione ambientale e speculativa, lavoratori e lavoratrici
che difendono il proprio posto di lavoro, precari e precarie
che lo reclamano, comitati per i beni comuni e di quartiere
impegnati nella tutela dal basso della cosa pubblica, semplici
cittadini e cittadine che con piccoli gesti quotidiani si
oppongono allo stato di cose presenti. Una Napoli che non
si piega nonostante le dure condizioni di vita che la crisi
economica e sociale impone. Questa Napoli può e deve trovare
un ambito di dibattito e partecipazione alla vita politica
della città anche nel momento delle elezioni, per affermarsi
e dare forza alle proprie battaglie, per non rassegnarsi
alla alla vecchia politica affaristica che non ci rappresenta.
Ed è a partire da questa esigenza che presenteremo,
per le elezioni del prossimo Consiglio Comunale e delle
varie Municipalità della città, una lista di partecipazione
popolare – autonoma ed indipendente – che sia espressione
sul piano elettorale delle lotte e formuli un programma
per un governo alternativo della città a partire dalle proposte
emerse in questi anni in tutti gli ambiti di mobilitazione
Una esperienza in costruzione che già sta raccogliendo
il sostegno di organizzazioni comuniste, della sinistra
anticapitalista, di associazioni ambientaliste, di articolazioni
sindacali incompatibili alle politiche liberiste e di comitati
antifascisti ed antirazzisti.
A tale proposito:
Promuoviamo, in sintonia con l’insieme
delle associazioni, dei comitati, delle assisi, dei sindacati
e di quanti, in questa città, non hanno abbassato la testa
ad un potere arrogante e dispotico, una discussione pubblica
per meglio connettere e coordinare le mobilitazioni, le
vertenze e le rivendicazioni per una migliore e diversa
qualità della vita.
Promuoviamo l’incontro e il confronto
verso un governo alternativo della città - un’altra
città possibile - che difenda, senza se e senza
ma, gli interessi della maggioranza dei cittadini.
Promuoviamo la scelta di un candidato/sindaco,
fuori e contro ogni forma di spettacolarizzazione e personalizzazione
della politica, in grado di dare voce agli interessi che
vogliamo sostenere e tendenzialmente rappresentare negli
ambiti istituzionali della città.
Lavoreremo, fino all’ultimo giorno utile
possibile, alla costruzione della più vasta unità tra tutti
i soggetti singoli e collettivi che si riconoscono negli
obiettivi dell’alternativa, della rinascita e del protagonismo
sociale.
Comitato
“Assemblea per la Città Reale”
..i nostri diritti
contro i loro profitti
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