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Pubblichiamo la lettera
di un lavoratore e lettore di DirittiDistorti licenziato
perché ha fatto il proprio dovere di Rsu e
Rls, segnalando, prima all’azienda e poi agli
organi competenti, ciò che non andava in materia
di sicurezza sul posto di lavoro. Da qui inizia la
sua odissea, il licenziamento è stato impugnato
dal lavoratore e a maggio avrà inizio il processo.
Ancora una storia che mette in evidenza come sia difficile
svolgere realmente il ruolo di delegato alla sicurezza,
come siano deboli le norme che tutelano questa figura
e come molto spesso il lavoratore affronta solo la
sua battaglia perché intanto il suo licenziamento
ha avuto l’effetto di impaurire tutti gli altri
lavoratori. E tutto questo in un Paese, l’Italia,
in cui si registra una media di tre morti sul lavoro
al giorno. |
Mi chiamo Vincenzo Labella di Baragiano
scalo (PZ) ex operaio della Linea legno Srl azienda del
posto che produce infissi in legno. Ex poiché sono
stato licenziato a fine agosto 2009, poiché in qualità
di RSU/RLS ho chiesto la messa in sicurezza delle aree più
polverose della fabbrica, essendo prive del tutto delle
aspirazioni. Vi lascio immaginare quanta polvere si produce
in un'azienda che lavora il legno. Sono stato assunto nel
2001 come operaio qualificato e fino a quando non mi sono
iscritto al sindacato (marzo 2008), ho lavorato nell'area
montaggio e assemblaggio infissi. Subito sono stato spostato
nell'area carteggiatura. In seguito mi sono candidato per
le elezioni e sono stato eletto nell'aprile 2008 RSU/RLS
e da allora ho incominciato a fare le dovute richieste.
Da allora è incominciato l'incubo, ogni volta che
facevo osservare la pericolosità di postazioni o
lavorazioni, venivo perseguitato dal titolare o da chi per
esso, avevo perso tutta la tranquillità, sia dal
punto di vista lavorativo che da quello familiare. Dopo
un anno circa di richieste, per altro per iscritto tramite
raccomandate o per fax, ho fatto intervenire l'ASL di Potenza,
la quale accertava tutte le inadempienze che da tempo segnalavo,
intimando la messa in sicurezza e sanzionando l'azienda.
Dopo esattamente 2 settimane mi fecero recapitare la lettera
di licenziamento con la motivazione:chiusura totale e definitiva
dell'area carteggiatura, guarda caso proprio dove ero stato
spostato dopo essermi iscritto al sindacato! Il licenziamento
è stato impugnato e purtroppo, anche in seguito a
varie vicissitudini, il processo avrà inizio a fine
maggio 2011. L'azienda ha fatto la DOMANDA RICONVENZIONALE
e addirittura mi chiede un risarcimento danni di euro 70.000
solo perchè in seguito al licenziamento è
uscito un articoletto su qualche giornale, il quale avrebbe
rovinato l'immagine dell'azienda. Vi chiederete: e gli operai
che ti hanno eletto cosa hanno fatto? Nulla,assolutamente
nulla, non hanno speso una parola in mio favore per paura
che l'azienda avrebbe chiuso e sarebbero rimasti tutti senza
lavoro.
Adesso sono senza lavoro con moglie e due figli di 11 anni
e con un mutuo da pagare, ma soprattutto la cosa che più
mi fa rabbia che non esista una legge che tutela il rappresentante
sulla sicurezza dagli “squali padroni” che ogni
giorno mettono a rischio la salute dei propri dipendenti.
Distinti saluti
Labella Vincenzo Domenico
da http://www.dirittidistorti.it/articoli/12-lavoro/513-lavoro-ancora-la-storia-di-un-delegato-alla-sicurezza-licenziato.html |