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Dopo la partecipata manifestazione
di sabato 19 febbraio conclusasi in Campidoglio, “Roma
Bene Comune” ha lanciato l'assedio agli
Stati Generali per la giornata di mercoledì
23 febbraio dalle ore 9,30 alla fermata Palasport
della metro B.
Pensati come una grande vetrina mediatica
per il lancio in grande stile della candidatura per
le Olimpiadi 2020, gli stati generali indetti da Alemanno
vedranno sfilare grandi nomi della politica e illustri
personaggi, tutti concordi nell’ennesimo grande
evento che fa pregustare affari per tutti come già
è successo per i mondiali di nuoto del 2009
e come sta accadendo per l’expo di Milano 2015.
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Un governo di vetrine allestite per gli
investitori internazionali ma che rimane distante anni luce
dai problemi della città. Dalla quotidianità
rappresentata da lavoro precario, emergenza alloggiativa,
tagli al welfare e ai servizi sociali, aumento delle tariffe,
disoccupazione e licenziamenti. Una Roma buia, insicura
e non accogliente, nonostante le sfavillanti e immaginifiche
proposte di Alemanno, utili solo a mettere in vendita Roma
al miglior offerente per ripianare debiti, accontentare
consorterie, favorire parenti e amici di partito.
Contro questa politica c'è un'opposizione dentro
al palazzo senatorio davvero debole e subalterna ai poteri
forti tanto quanto la maggioranza che governa.
Esiste però anche un'opposizione sociale viva e
in fermento che chiede e pretende a gran voce un cambio
di passo nel governo della città, con la partecipata
e ricca manifestazione di sabato scorso ma anche con momenti
come l’incontro di ieri con il sindaco sul diritto
alla casa, strappando risultati importanti che ora andranno
verificati nel concreto.
Questa è “Roma Bene Comune”, una realtà
composita che non vuole rimanere in silenzio durante questi
Stati Generali. Per questo domani 23 febbraio vogliamo che
questo protagonismo sociale diffuso abbia la possibilità
di manifestare liberamente non permettendo a nessuno, in
primis al sindaco, di provare a risolvere la questione nel
solito problema di ordine pubblico, tenendo la manifestazione
lontana e svolgendo, in un palazzo blindato da ogni forma
di dissenso, gli Stati Generali della città.
La presenza del presidente/sultano Berlusconi non autorizza
nessuno a trasformare un luogo da aprire al confronto con
la cittadinanza in un fortino inaccessibile, nell’ennesima
zona rossa. La città chiede di essere ascoltata e
proverà ad arrivare al palazzo dei Congressi per
far sentire le voci, la rabbia, le idee per un’altra
Roma possibile.
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