| Kairos
(καιρός)
è una parola che nell'antica Grecia significa "momento
giusto o opportuno". La terza Assemblea Nazionale della
Rete dei Comunisti, convocata per il 2-3 aprile a Roma,
ritiene infatti che la “crisi della civilizzazione capitalistica
sia una nuova opportunità per i comunisti”. Siamo
infatti nuovamente di fronte a un passaggio cruciale che,
oggi, con tutto il suo portato di progressiva depauperazione
in Occidente e contestuale sviluppo di altre aree, determina
modificazioni sostanziali anche nelle figure che concretamente operano dentro i singoli contesti nazionali
e continentali, riaprendo in questa fase storica tutti gli
interrogativi sulle prospettive stesse del capitalismo.
Siamo, dunque, davanti
a una crisi sistemica del capitalismo nelle sue
forme attuali, addirittura possiamo parlare di una crisi
della civilizzazione capitalista così come è venuta affermandosi
negli ultimi due secoli, ma non siamo ancora di fronte a
un’effettiva crisi del Modo di Produzione Capitalista. Se
è vero infatti che un sistema sociale non è superato fino
a quando non esaurisce le proprie capacità di sviluppo delle
forze produttive, l’errore che i comunisti non devono commettere
è quello di farsi guidare da visioni catastrofiste e volgarmente
deterministe.
La crisi che viviamo
oggi, dunque, non è per nulla certo che sia la crisi finale,
ma può costituire l’emergere della possibilità della trasformazione
sociale o della Rivoluzione; parola, quest’ultima, forzatamente
chiusa nei cassetti della storia ma che in qualche modo
(e gradualmente) si ripresenta nell’attuale evoluzione dei
processi mondiali. Se quella che abbiamo di fronte è, quindi,
la possibilità, la potenzialità della transizione, è chiaro
per tutti che è nuovamente centrale definire una soggettività
politica adeguata agli sviluppi storici, vale a dire alla
realtà articolata e complessa che si presenta a livello
mondiale e, per quanto ci riguarda più da vicino, a livello
nazionale ed europeo.
Siamo consapevoli
che riaffermando al centro del nostro progetto l’opzione
comunista in un paese come l’Italia, sconta non solo la
realtà oggettiva di un paese arretrato ma comunque integrato
nel cuore del capitalismo avanzato come è l’area europea,
ma sconta anche quella che appare un interminabile perdita
di credibilità della soggettività comunista nel nostro paese.
La crisi deflagrata nel 2008 dei due partiti comunisti esistenti
non offre segnali di controtendenza, al contrario si autoalimentano
nuove fratture e polemiche che sembrano adagiate su un piano
inclinato. Appelli all’unità o convegni che si sono affastellati
in questi mesi, stanno producendo l’effetto contrario alle
loro aspirazioni alimentando litigiosità e polemiche, ma
soprattutto rivelando il crescente deficit di nuove energie
umane e politiche (anche anagraficamente) a disposizione
di una possibile ripresa della soggettività comunista nel
nostro paese.
La sfida che intendiamo
ingaggiare è dunque quella di tenere aperta una ipotesi
comunista che riesca ad restituirle il suo segno emancipatore
e rivoluzionario e non quello residuale e riformista che
è venuta via via assumendo. E’
una sfida nella quale la Rete dei Comunisti sa benissimo
di non essere affatto autosufficiente e che intendiamo ingaggiare
insieme e non contro altre compagni e realtà che condividono
la medesima aspettativa.
Il nodo della soggettività,
l’analisi della funzione dei comunisti e il carattere dell’organizzazione,
saranno i temi principali della discussione in questa terza
assemblea nazionale della Rete dei Comunisti, non un congresso
ma sicuramente un passaggio qualitativo anche sul piano
progettuale, organizzativo, programmatico. La realtà ci
indica che siamo nel kairos,
nel momento giusto per cogliere una nuova opportunità. |