Nel sito russo “Strana.ru”
(vicino all’amministrazione presidenziale) è
apparsa la notizia relativa al varo da parte della “Commissione
ONU per i diritti dell’uomo” di una risoluzione
“antifascista” presentata congiuntamente da Russia
e Bielorussia di condanna della riabilitazione del passato
nazista in atto in Lettonia ed Estonia, alla vigilia dell’ingresso
dei due stati baltici nell’Unione Europea.
(…) Esemplare è stata l’approvazione (da
parte della Commissione per i diritti umani dell’ONU)
di una risoluzione antifascista che colpisce direttamente
la politica di Lettonia ed Estonia, che il 1 maggio faranno
il loro ingresso nell’UE. La risoluzione ha ottenuto
il voto di 36 paesi. La Commissione ha espresso “profonda
preoccupazione per la glorificazione degli ex appartenenti
alle “Waffen SS”, per l’inaugurazione di
monumenti e memoriali ad essi dedicati, ed anche per lo svolgimento
di dimostrazioni pubbliche degli ex SS. Alla vigilia del 59°
anniversario della vittoria sul fascismo i membri della Commissione
hanno stabilito che simili azioni e organizzazioni “insultano
la memoria delle innumerevoli vittime delle organizzazioni
SS e avvelenano la coscienza delle giovani generazioni”
e sono incompatibili con gli impegni assunti dagli stati-membri
dell’ONU.
La risoluzione fa appello ai membri dell’ONU perché
ostacolino la diffusione in tutto il mondo di simili movimenti,
gruppi e partiti politici. Per quanto riguarda la Lettonia
e l’Estonia, in cui sono ancora presenti le “legioni
Waffen SS”, “moderne forme di razzismo”
e dove discriminazioni vengono praticate nei confronti della
popolazione di lingua russa, la vittoria, dal punto di vista
di Mosca, è da ritenersi significativa sul piano della
precisazione delle priorità nella lotta per i diritti
dell’uomo. Come è noto, in questi paesi agiscono
apertamente organizzazioni neonaziste condannate nella risoluzione,
vengono inaugurati monumenti agli “eroi” del Reich
e, in Lettonia, ogni anno, nel “Giorno dell’indipendenza”,
si svolgono cortei della cosiddetta “legione lettone
delle Waffen SS”.
L’approvazione, alla vigilia dell’allargamento
dell’Unione Europea, di una risoluzione che apre gli
occhi sulla violazione dei diritti dell’uomo nelle repubbliche
baltiche, rappresenta un avvenimento esemplare. Si potrà
così far intendere a Riga e a Tallin che, entrando
nella comunità europea, dovranno rinunciare alle loro
concezioni nazionalistiche. Ma, se si considera l’approccio
dell’Unione Europea al problema ceceno, allora appare
comprensibile perché a Bruxelles chiudano gli occhi
su quanto sta avvenendo in Lettonia ed Estonia. La Russia
si è dunque dotata, con la risoluzione che condanna
il fascismo, di un solido argomento.
www.strana.ru , 16 aprile 2004
Traduzione dal russo di Mauro Gemma |