| «Cancellare
Israele dalla carta geografica»: la diceria
del secolo
Un
articolo/ricostruzione di Arash Norouzi demolisce
le manipolazione delle parole del presidente iraniano.
Quello che ha veramente detto Mahmoud Ahmadinejad
Presentazione di Xavier
Rabilloud |
1) L'obiettivo di questo articolo e della relativa traduzione
Lo scopo del presente articolo è sventare una manipolazione
mediatica creata deliberatamente per demonizzare il regime
del Presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad. Non costituisce
però in alcun modo una difesa di questo regime, né dei suoi
abusi o delle esazioni reali. La stessa conclusione di questo
articolo qualifica il regime di Ahmadinejad come «arretrato»
e, stabilendo un parallelo con una citazione (reale) di
Ahmadinejad, come «crudele» ed «oppressivo».
Questa precisazione mi sembra necessaria nel momento in
cui presentiamo la seguente traduzione, ancora di più tenendo
conto che a Teheran si è tenuto un convegno, l’11 e il 12
dicembre 2006, dal titolo «Review of the Holocaust: Global
Vision» («Riesame dell’Olocausto: una visione globale»).
Secondo Wikipedia
(vedi: http://en.wikipedia.org/wiki/Holocaust_conference#_note-)
che cita il giornale tedesco Der Spiegel del 12
dicembre, il Ministro degli Affari Esteri iraniano, Manouchehr
Mottaki, ha dichiarato che «il convegno non puntava né a
negare né a provare l’olocausto [...] ma a permettere agli
studiosi di approfittare di un’atmosfera scientifica appropriata
per esprimere le loro opinioni in tutta libertà su un soggetto
storico». Va detto che, fra gli intervenuti figuravano grandi
nomi del negazionismo, come David Duke e Robert Faurisson.
Va dunque chiaramente detto che il presente articolo non
costituisce né per il suo autore né per il suo presentatore
una qualsiasi difesa della manifestazione che ha avuto,
se non per obiettivo sicuramente per effetto, quello di
offrire una tribuna per affermazioni attualmente e storicamente
false, che negano il genocidio degli ebrei da parte dei
nazisti.
2) Una breve presentazione dell’autore e della sua collocazione
politica
Arash Norouzi è un artista illustratore e co-fondatore
del sito web The Mossadegh Project (Il progetto Mossadegh).
Riportiamo la presentazione – fatta sul sito – di Mohammad
Mossadegh (ex primo Ministro dell’Iran a partire dal maggio
1951 fino al colpo di Stato del 19 agosto 1953 che riportò
lo Shah sul trono):
«Durante il periodo in cui dirigeva l’Iran, Mossadegh avviò
alcune leggi che puntavano a mettere in atto sistemi “di
trasparenza governativa” e di indipendenza dal potere giudiziario,
difese la libertà di affiliazione religiosa e politica,
e promosse libere elezioni. Avviò numerose riforme sociali
e lottò in favore dei diritti delle donne, dei lavoratori
e dei contadini. [...] E soprattutto, Mossadegh contribuì
a sviluppare un’auto-sufficienza nazionale che l’Iran non
è mai più riuscito a raggiungere dopo la fine del suo mandato
[...] Le sue scelte politiche incontrarono spesso l’opposizione
dello Shah, dei generali dell’esercito, dei principali capi
religiosi, dei proprietari terrieri, del partito comunista
(Tudeh) e dei governi britannico e statunitense».
Per completare questa introduzione, riportiamo cosa si
può trovare ancora sul sito del Projet Mossadegh:
DOMANDA:
1) Qual è la principale forza destabilizzante e negativa
per il Medio Oriente?
2) Chi incoraggia la destabilizzazione di Stati, la destabilizzazione
della pace e la risoluzione di tutti i problemi a colpi
di fucile?
Secondo il neo-conservatore americano Nicholas Burns, la
risposta alla prima domanda non è il sionismo, nonostante
che Israele ha più nemici nella zona di qualsiasi altro
Stato, è costantemente in guerra con i suoi vicini, ed è
stato da poco condannato dalle Nazioni Unite per crimini
di guerra nel corso della sua aggressione contro il Libano
(crimini che gli USA e la Gran Bretagna si sono
in toto addossati e hanno sostenuto). E la risposta alla
seconda domanda continua a non essere Israele, nonostante
che esso sia, nella regione, lo Stato più militarizzato
e il solo a possedere armi nucleari (fuori dal Trattato
di Non-Proliferazione (TNP) [di cui Israele non è firmatario,
NdT] e [di conseguenza] senza il diritto di ispezione né
di controllo da parte dell’AIEA – l’Agenzia Internazionale
dell’Energia Atomica). La risposta non è nemmeno gli Stati
Uniti, benché il loro governo abbia ingannato il paese per
coinvolgerlo in una guerra illegale e artificiosa in Iraq,
che è costata centinaia di migliaia di vite innocenti, e
che ancora ne costerà prima di arrestarsi. E tutto questo
perché?
No, la risposta a queste due domande, secondo Burns, è
la nazione che non ha attaccato nessun paese da
250 anni, che è firmataria del TNP, che dichiara di essere
contraria alle armi nucleari, che ha condannato gli attacchi
terroristici dell’11 settembre 2001, che ha aiutato gli
Stati Uniti a liberarsi dei Talebani, e ha tentato a più
riprese di aprire il dialogo con gli Stati Uniti (vedi http://news/mahmoud-ahmadinejad/letter-to-american-people
). Questo paese, è evidentemente... l’Iran.
Il regime islamico iraniano può essere descritto in diversi
modi: non democratico, oppressivo, duro, dittatoriale, fascista,
arretrato... ma non è bellicoso. In altri termini: i crimini
dell’Iran sono diretti contro il proprio popolo, proprio
come quelli dello Shah, che furono sostenuti dagli Stati
Uniti. I veri nemici della pace che amano “risolvere tutto
a colpi di fucile” sono gli Stati Uniti – lo Stato che ha
le spese militari più elevate al mondo, ed è stato in guerra
con il più gran numero di paesi – e poi Israele - la quarta
potenza mondiale e uno Stato d’apartheid che conduce l’occupazione
militare più lunga della storia conosciuta. Quando si valutano
i vizi e le virtù delle nazioni del mondo, si ha meno bisogno
di « rivelazioni che ci vengono dalle nostre budella » *
e più bisogno di verità effettive.
* gioco di parole intraducibile tra la parola gergale statunitense
« truthiness », che individua una verità colta istintivamente,
che ci rivelerebbe le nostre « budella », in opposizione
con la verità effettiva « truth », che si fonda su fatti
ed argomenti, in definitiva su prove.
Xavier Rabilloud, Tlaxcala
«Cancellato dalla carta
geografica»: la diceria del secolo
Quello
che ha veramente detto Mahmoud Ahmadinejad
Arash Norouzi
«Noi dobbiamo dire la verità a proposito dell’Iran.
Si tratta della principale forza destabilizzante e negativa
in Medio Oriente. Pensate a cosa vogliamo promuovere in
Medio Oriente: noi vogliamo vedere gli Israeliani e i Palestinesi
trovare la pace, e una soluzione con due Stati. Vogliamo
vedere un Libano libero e indipendente. Vogliamo un Iraq
liberato dal terrorismo. Cosa incoraggia l’Iran? L’Iran
incoraggia la destabilizzazione di Stati, la destabilizzazione
della pace e la risoluzione di tutti i problemi a colpi
di fucile».
M. Nicholas Burns, Sotto-Segretario di Stato degli
Stati Uniti, Bruxelles, 3 dicembre 2006
____________________________________________________________________
Nel mondo si è diffuso una pericolosa diceria, che potrebbe
avere conseguenze catastrofiche. A dar credito alla leggenda,
il Presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, ha minacciato
di distruggere Israele, o, per riprendere l’erronea citazione:
«Israele deve essere cancellato dalla carta geografica»
[1]. Contrariamente ad una certezza assai diffusa, una simile
dichiarazione non è mai stata fatta [da Ahmadinejad, NDT],
ed è questo che verrà dimostrato in questo articolo.
IL CONTESTO
Martedì 25 ottobre 2005, nella sala delle conferenze del
Ministero dell’Interno a Teheran, Mahmoud Ahmadinejad -
il Presidente iraniano da poco eletto [2] – pronunciò un
discorso in occasione di una conferenza intitolata “Il mondo
senza il sionismo”. Dai resoconti fatti, risulta che migliaia
di persone vi parteciparono. Grandi manifesti tutt’intorno,
che riportavano in tutta evidenza il seguente titolo in
inglese – «The World Without Zionism», destinati evidentemente
ai media internazionali. Sui manifesti figurava, al disotto
di questa scritta, un’illustrazione che uno sguardo superficiale
poteva considerare indovinata e che mostrava una clessidra
che conteneva la parte superiore del globo terrestre. Due
globi più piccoli che raffiguravano gli Stati Uniti ed Israele
[le loro bandiere, più precisamente NdT] venivano rappresentati
sul punto di cadere attraverso l’orifizio mediano della
clessidra, e che terminavano la caduta spezzandosi.
Prima di parlare della formula tristemente celebre in quanto
tale, è importante notare che la «citazione» in questione
era anch’essa una citazione – vale a dire le parole del
defunto Ayatollah Khomeiny, padre della Rivoluzione Islamica
[3]. Sebbene Ahmadinejad avesse citato Khomeiny per affermare
la sua posizione rispetto al sionismo, le parole scelte
appartengono a Khomeiny e non a Ahmadinejad. E così, Ahmadinejad
si è visto principalmente citare (o biasimare) per una citazione
che non solo non è farina del suo sacco, ma che veicola
inoltre un punto di vista già espresso [da altri dirigenti
iraniani, NdT] molto prima del suo arrivo alla ribalta.
LA
VERA CITAZIONE
Che cosa ha detto realmente Ahmadinejad? Cominciamo col
citare le sue parole precise in persiano [4]: «Imam
ghoft een rezhim-e ishghalgar-e qods bayad az safheh-ye
ruzgar mahv shavad».
Questa espressione sarà incomprensibile per la maggior
parte delle persone, ma una parola tuttavia dovrebbe far
drizzare le orecchie: «rezhim-e». Si tratta
della parola «regime», pronunciata come la parola inglese
[«regime», NdT] con un suono supplementare – «eh»
– alla fine. Ahmadinejad non si riferiva né al paese-Israele
né al territorio-Israele, ma al regime israeliano [5]. Si
tratta di una distinzione cruciale, dal momento che è impossibile
cancellare un regime dalla carta geografica [6]. Ahmadinejad
non fa riferimento ad Israele con il suo nome; al suo posto
utilizza la perifrasi «rezhim-e ishghalgar-e qods»
(cioè letteralmente «regime che occupa Gerusalemme»).
E questo solleva un altro problema: cosa voleva esattamente
vedere cancellato dalla carta geografica? La risposta è:
assolutamente niente. Poiché non ha mai utilizzato la parola
carta geografica. In nessuna parte della sua frase originale
in persiano, né del resto in tutto il suo discorso completo,
compare la parola persiana «nagsheh» che
significa «carta geografica». E nemmeno la formula occidentale
«cancellare». Eppure, siamo spinti a credere che il Presidente
dell’Iran ha minacciato di «cancellare Israele dalla carta
geografica», benché non abbia mai pronunciato la parola
«carta geografica» e nemmeno «Israele».
LE PROVE DELLA DEFORMAZIONE
Ecco ora la citazione nella sua interezza, direttamente
tradotta in inglese:
«The Imam
said this regime occupying Jerusalem must vanish from the
page of time»
[e cioè in italiano e altrettanto direttamente: «L’Imam
diceva che il regime che occupa Gerusalemme deve sparire
dalla pagina del tempo», NdT]
Traduzione parola per parola:
Imam (Khomeini) ghoft (said) een (this) rezhim-e (regime)
ishghalgar-e (occupying) qods (Jerusalem) bayad (must) az
safheh-ye ruzgar (from page of time) mahv shavad (vanish).
[Stessa cosa in italiano:
Imam (Khomeini) ghoft (diceva) een (questo = il) rezhim-e
(regime) ishghalgar-e (occupante = che occupa) qods (Gerusalemme)
bayad (deve) az safheh-ye ruzgar (dalla pagina del tempo)
mahv shavad (sparire). NdT] [7]
La trascrizione completa in persiano del discorso di Ahmadinejad
è presente sul sito del Presidente:
www.president.ir/farsi/ahmadinejad/speeches/1384/aban-84/840804sahyonizm.htm
IL DISCORSO E IL SUO CONTESTO
Mentre la falsa citazione «cancellato dalla carta geografica»
è stata ripetuta all’infinito senza alcuna verifica, il
discorso reale fatto da Ahmadinejad è stato quasi per intero
ignorato. Vista l’importanza attribuita al commento sulla
carta geografica, sarebbe corretto presentare le parole
utilizzate nel loro intero contesto, per fornire una migliore
comprensione della posizione di Ahmadinejad. Infatti, quando
si prende in considerazione il discorso nella sua interezza,
ne emerge una traiettoria chiara e logica che porta al concetto
dell’esigenza di «un mondo senza il sionismo». Si può essere
in disaccordo con questo ragionamento, ma nessuna valutazione
critica è possibile se prima non se ne prende conoscenza.
Nel suo discorso, Ahmadinejad dichiara che il sionismo
è lo strumento d’oppressione politica utilizzato dall’Occidente
contro i musulmani. Dice che il «regime sionista» è stato
imposto al mondo islamico in quanto testa di ponte che deve
garantire il dominio [occidentale, NdT] sulla regione e
le sue risorse. Egli sostiene che la
Palestina rappresenta la linea del fronte
della lotta che oppone il mondo islamico all’egemonia statunitense,
e che il suo destino avrà delle ripercussioni in tutto il
Medio Oriente [8].
Ahmadinejad riconosce che la fine del potente dominio che
gli Stati Uniti esercitano tramite i sionisti sulla regione
è una prospettiva che può sembrare inconcepibile ad alcuni,
ma ricorda al suo uditorio che altri imperi apparentemente
invincibili sono scomparsi, così come aveva predetto Khomeiny,
e esistono attualmente soltanto nei libri di storia. Di
seguito enumera tre regimi di questo tipo, che sono crollati
o sono scomparsi, nel corso degli ultimi trent’anni:
1) Lo Shah dell’Iran [Mohammed Reza Pahlavi, NdT] monarca
insediato dagli Stati Uniti [9]
2) L’Unione Sovietica
3) L'ex «nemico numero uno» dell’Iran, il dittatore iracheno
Saddam Hussein.
Ahmadinejad introduce il primo e il terzo esempio con le
parole di Khomeiny che prediceva la fine di questi regimi
personali. Conclude ricordando l’augurio non ancora realizzato
di Khomeiny: «L’Imam diceva che il regime che occupa Gerusalemme
deve sparire dalla pagina del tempo». Questa affermazione
è molto saggia.” E’ questo il passaggio che è stato così
clamorosamente isolato, deformato e snaturato. Proprio per
il tipo di confronto che fa, Ahmadinejad sembra augurarsi
un cambiamento di regime e non la guerra.
L'ORIGINE DELLA CITAZIONE SCORRETTA
Ci si può porre la seguente domanda: da dove trae origine
questa falsa interpretazione? Chi è il responsabile della
traduzione che ha attivato una simile controversia internazionale?
La risposta è sorprendente.
La citazione incendiaria «wiped off the map» («cancellato
dalla carta geografica») è stata diffusa per prima non dai
nemici dell’Iran, ma dall’Iran stesso. L’Agenzia di stampa
della Repubblica Islamica (IRNA, cioè Islamic
Republic News Agency) – l’organo di propaganda
ufficiale dell’Iran – ha utilizzato questa formula nella
versione inglese di alcuni suoi comunicati di stampa a proposito
della conferenza «The World Without Zionism». I media internazionali,
tra i quali la
BBC, Al-Jazeera, Time Magazine
e innumerevoli altre agenzie, hanno ripreso la citazione
dell’IRNA e ne hanno fatto i loro grossi titoli
senza verificarne l’esattezza, e citando soltanto raramente
la fonte. Il Ministro degli Affari Esteri iraniano ha assai
presto tentato di chiarire la dichiarazione di Ahmadinejad,
ma la citazione aveva ormai acquisito vita propria. Benché
la formulazione proveniente dall’IRNA fosse inesatta
e profondamente deviante, i media l’hanno presa per buona,
e inoltre, essa ha permesso loro di vendere giornali e di
catturare il pubblico.
In piena controversia sul programma nucleare iraniano,
e dopo mesi di accuse costanti ed infondate che puntavano
a guadagnare sostegni in vista di attacchi ideale per giustificare
un’invasione. Per i falchi bellicisti, era un regalo del
cielo.
Occorre notare che in altre documentazioni che facevano
ugualmente riferimento alla preventivi contro l’Iran, gli
imperialisti si sono vista fornire la ragion d’essere
[10] conferenza, la traduzione fatta dall’IRNA
è cambiata. Ad esempio, «map» («carta geografica») è stata
sostituita da «earth» («terra», il nostro pianeta). In alcuni
articoli, si poteva leggere «The Qods [11] occupier regime
should be eliminated from the surface of earth» (cioè “Il
regime che occupa Israele dovrebbe essere eliminato dalla
superficie della terra”) o una formulazione similare «The
Qods occupying regime must be eliminated from the surface
of the earth» (cioè «Il regime che occupa Gerusalemme deve
essere eliminato dalla superficie della terra»). La versatilità
della traduzione fatta dall’IRNA dovrebbe essere
sufficiente per dimostrare che non la si può ritenere una
fonte affidabile, in particolare per quanto riguarda le
loro trascrizioni in inglese dei comunicati pubblicati prima
in persiano.
LE REAZIONI
Tradotta in modo sbagliato e attribuita al Presidente iraniani
[12], la citazione « wiped off the map » («cancellato dalla
carta geografica» è stata diffusa ovunque nel mondo, ripetuta
migliaia di volte nei media internazionali, e numerosi dirigenti
internazionali si sono sentiti in dovere di denunciarla.
Virtualmente, ogni singola agenzia di informazioni, qualsiasi
pubblico toccasse, ha pubblicato questa falsa dichiarazione
tra la gente. Grandi agenzie di stampa, come l’Associated
Press e Reuters, fanno ancora riferimento
alla citazione sbagliata, parola per parola, e quasi quotidianamente.
Una volta che la formula dell’IRNA è stata resa
pubblica, le condanne non si son fatte attendere. Il Primo
Ministro Britannico, il Sig. Tony Blair, ha espresso la
sua «revulsione» e ha lasciato intendere che potrebbe dimostrarsi
necessario attaccare l’Iran. A causa della controversia,
il Segretario Generale dell'ONU, il Sig, Kofi Annan [13],
ha annullato il viaggio in Iran già programmato. Il Sig.
Ariel Sharon [14] ha richiesto (senza ottenere risultati,
NdT) che l’Iran venga espulso dalle Nazioni Unite per aver
invocato la distruzione di Israele [15]. Il Sig. Peres [16]
ha ripetutamente minacciato di cancellare l’Iran dalla carta
geografica. Recentemente il Sig. Benjamin Netanyahu [17]
che ha affermato come avvertimento che l’Iran «sta preparando
un nuovo olocausto per lo Stato ebraico [18]» ha fatto appello
a trascinare Ahmadinejad davanti alla giustizia con l’accusa
di crimini di guerra, di incitazione al genocidio.
La citazione fittizia ha anche subito ulteriori alterazioni.
I rappresentanti e i media statunitensi si arrogano spesso
l’autorizzazione ad eliminare completamente la metafora
della «carta geografica», sostituendola con la formula ben
più minacciosa «wipe Israel off the face of the earth» («cancellare
Israele dalla faccia della terra»). Articoli di giornali
e riviste riportano coscienziosamente che Ahmadinejad ha
«invocato la distruzione di Israele», come fanno pure i
rappresentanti di alto rango nel governo degli Stati Uniti.
Il Presidente statunitense, il Sig. George W. Bush, ha
affermato che i commenti di Ahmadinejad rappresentavano
una «minaccia esplicita» di distruzione di Israele. In un
discorso pronunciato a Cleveland nel marzo 2006, Bush ha
giurato che potrebbe ricorrere alla guerra per proteggere
Israele dall’Iran, perché «la minaccia rappresentata dall’Iran
è, evidentemente, costituita dal suo obiettivo dichiarato
di distruggere il nostro stretto alleato, Israele». L’ex-Consigliere
della Presidenza il Sig. Richard Clarke ha dichiarato alla
televisione australiana che l’Iran «parla apertamente di
distruggere Israele», ed ha sostenuto che «il Presidente
dell’Iran ha detto più volte che vuole cancellare Israele
dalla faccia della terra». Intervistato nell’ottobre 2006
dalla Sig.ra Amy Goodman [19], l’ex-ispettore dell’UNSCOM
[20] il Sig. Scott Ritter ha parlato di Ahmadinejad come
dell’ «idiota che si è fatto conoscere per aver detto cose
veramente stupide e nauseabonde, come “L’Irar ha per obiettivo
di cancellare Israele dalla faccia della terra”». Il consenso
è evidente.
A complicare ulteriormente le cose, Mahamud Ahmadinejad
pontifica invece di rispondere in modo diretto quando viene
interrogato a proposito della sua dichiarazione, come è
successo nella sua intervista allaSig.ra Lally Weymouth
del Washington Post nel settembre 2006:
«Ma lei è veramente serio quando dice che Israele dovrebbe
essere cancellato dalla superficie della terra?
- Dobbiamo guardare bene a quello che succede in Medio
Oriente – 60 anni di guerre, 60 anni di espulsione [delle
popolazioni palestinesi, NdT], 60 anni di conflitto, nemmeno
un giorno di pace. Guardate la guerra in Libano, la guerra
a Gaza – quali sono le cause di tutte queste situazioni?
Dobbiamo applicarci a risolvere il problema alla causa primaria
di tutto ciò.
- La vostra proposta [a questo scopo, NdT] è di cancellare
Israele dalla superficie della terra?
- La nostra proposta è molto chiara: .... Lasciamo che
il popolo palestinese decida del suo destino con un referendum
libero e giusto, e il risultato, qualsiasi esso sia, dovrebbe
essere accettato.... Le persone che regnano in quel paese
attualmente non hanno nessuna radice.
- Sono state citate le vostre parole che Israele dovrebbe
essere cancellato dalla superficie della terra. É proprio
questo che lei pensa?
- Quello che ho detto esprimeva chiaramente la mia posizione.
Se guardiamo una carta del Medio Oriente come era 70 anni
fa ....
- Dunque la sua risposta è “si”, lei crede che Israele
dovrebbe essere cancellato dalla superficie della terra?
- Lei sta chiedendo di risspondere con un “si” o con un
“no”? Cos’è un esame? Lei rispetta il diritto all’autodeterminazione
della nazione palestinese? “Si” o “no”? La Palestina, in
quanto nazione, ha il diritto a vivere in condizioni umane,
oppure no? Facciamo in modo che questi diritti possano essere
applicati ai 5 milioni di rifugiati».
Questo scambio è tipico delle interviste che Ahmadinejad
rilascia ai media statunitensi. Come era prevedibile, il
sig. Mike Wallace nel programma «60 minuti» sulla CBS
e il sig. Anderson Cooper sulla CNN gli hanno entrambi
chiesto se voleva «cancellare Israele dalla carta geografica.
Come al solito, Ahmadinejad rinvia la domanda in faccia
del giornalista con la sua risposta abituale «i palestinesi
non hanno alcun diritto? ecc.» (domanda alla quale il giornalista
non si prende la briga di rispondere come lui a quella del
giornalista). Tuttavia egli non conferma mai la veracità
del commento della «carta geografica». Ciò non ha impedito
affatto a Anderson Cooper, riferendosi all’inizio dell’intervista,
dopo una pausa pubblicitaria, di mentire dicendo «come ha
detto precedentemente, egli vuole che Israele sia cancellato
dalla carta geografica».
Anche se tutti i media del mondo dovessero, domani, smentire
la citazione sbagliata, il danno in gran parte è stato già
fatto, fornendo i fondamenti della fase di disinformazione
seguente: La demonizzazione completa del personaggio. Ci
dicono che Ahmadinejad è il prossimo Hitler, una grave minaccia
alla pace mondiale [21] che vuole scatenare un nuovo olocausto
[22]. Secondo alcuni dei suoi detrattori, egli non si accontenta
di voler distruggere Israele, perchè lancerà bombe atomiche
sugli Stati Uniti e poi sull’Europa! Nell’ottobre 2006,
il potente gruppo del lobby israeliano, l’AIPAC [23], ha
pubblicato una monografia intitolata «Parole di odio: l’Iran
rilancia le minacce» [24], la quale inizia con questo avvertimento:
«Ahmadinejad e altri dirigenti iraniani fanno dichiarazioni
sempre più bellicose minacciando di distruggere gli Stati
Uniti, l’Europa e Israele». Simili affermazioni non solo
fabbricano una minaccia che non sta né in cielo né in terra,
ma in più attribuiscono ad Ahmadinejad molto più potere
di quanto ne abbia in realtà. Gli allarmisti farebbero molto
meglio a sorvegliare le dichiarazioni dell’ultra- conservatore
guida suprema, l’Ayatollah Khamenei, la persona che detiene
il massimo potere in Iran.
Di ciò proprio si è lamentato il sig. A. Mohammadi (responsabile
iraniano delle relazioni con la stampa estera alle Nazioni
Unite) in una lettera del giugno 2006 inviata al Washington
Post :
«Non c’è niente di sorprendente in tutto ciò – questo approccio
dilettantesco che consiste a mettere in primo piano i commenti
male interpretati fatti dal Presidente Mahmoud Ahmadinejad
in ottobre, e ignorare le parole pronunciate in questo mese
dalla guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Khamenei, secondo
il quale “Noi non abbiamo nessun problema col [resto del]
mondo. Noi non rappresentiamo in alcun modo una minaccia
per il resto del mondo, e il mondo lo sa bene. Noi non scateneremo
mai una guerra. Non abbiamo la minima intenzione di entrare
in guerra con nessuno Stato, qualunque esso sia».
Il governo israeliano ha spremuto ogni parola della falsa
citazione per trarne volutamente vantaggi. Durante il suo
discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel
settembre 2006, il Ministro degli Affari Esteri israeliano,
la Sig.ra Tsipi Livni, ha accusato l’Iran di prepararsi
attivamente a ricorrere all’uso di una bomba nucleare contro
Israele e a malmenare il resto del mondo. «Parlano orgogliosamente
e apertamente del loro desiderio di “cancellare Israele
dalla carta geografica”. E attualmente, orientano le loro
azioni in vista di poter disporre delle armi necessarie
alla realizzazione di questo obiettivo – mettere in pericolo
tutta la regione e minacciare il mondo». Facendo fronte
alla “minaccia” in dicembre, il Primo Ministro Israeliano,
il sig. Ehud Olmert, pieno di ardore, ha rivelato inavvertitamente
che il suo paese possiede già armi nucleari [25]: «Noi non
abbiamo mai minacciato di annichilire una nazione, qualsiasi
essa sia [26]. L’Iran minaccia apertamente, esplicitamente
e pubblicamente di cancellare Israele dalla carta geografica.
Come si fa a dire che questi due atteggiamenti sono dello
stesso tipo, mentre l’Iran aspira a possedere armi nucleari
– come gli Stati Uniti, la Francia, Israele e la Russia?».
L’IRRESPONSABILITA’ DEI MEDIA
Il 13 dicembre 2006, più di un anno dopo la conferenza
«The World without Zionism» («Il mondo senza sionismo»),
due eminenti giornali israeliani, il Jerusalem Post
e Ha’aretz hanno scritto che Ahmadinejad ha riaffermato
la sua minaccia. La prima pagina del Jerusalem Post
intitolava a caratteri cubitali «Ahmadinejad: Israele sarà
“annientato”» (in inglese «Ahmadinejad: Israel will be “wiped
out”»), mentre Ha’aretz titolava «Ahmadinejad alla conferenza
sull’olocausto: Israele sarà “presto annientato” (in inglese:
« Ahmadinejad at holocaust conference: Israel will “soon
be wiped out”)».
Ma dove sono andati a trovare queste notizie? Si da il
caso che i due giornali, come la maggior parte dei media
occidentali e statunitensi, utilizzano ampiamente quale
fonte dei loro articoli le notizie di agenzie di stampa
come per esempio l’Associated Press e Reuters.
É quasi certo che, nel nostro caso, le loro fonti siano
in realtà gli articoli di Paul Hughes della Reuters [27]
e di Ali Akbar Dareini dell’Associated Press [28], apparsi
il 12 dicembre.
I primi cinque paragrafi apparsi su Ha’aretz,
attribuiti alla «redazione e agenzie di Ha’aretz»,
sono un plagio quasi al 100% dei cinque primi paragrafi
dell’articolo di Reuters. La sola differenza consiste
nel fatto che Ha’aretz ha sostituito «Stato ebraico» [18]
con «Israele» nel secondo paragrafo; a parte questo, i due
testi sono identici.
L’articolo di Herb Keinon apparso sul Jerusalem Post
cucina una bella pietanza con gli ingredienti presi da Reuters
e dall’Associated Press. Come Ha’aretz,
utilizza, senza menzionare la fonte, la citazione seguente
di Ahmadinejd: « “Esattamente come l’Unione Sovietica è
stata annientata e oggi non esiste più, così anche il regime
sionista sarà presto annientato” egli ha aggiunto». Un altro
brano si fonda apparentemente su un’agenzia dell’IRNA:
« “Il regime sionista sarà presto annientato nello stesso
modo in cui lo è stata l’Unione Sovietica, allora l’umanità
raggiungerà la libertà.” [29] questo ha dichiarato Ahmadinejad
martedì durante un incontro nel suo ufficio con i partecipanti
alla conferenza, secondo l’agenzia di stampa ufficiale iraniana
IRNA. Egli ha affermato che si dovrebbero tenere delle
elezioni coinvolgendo “gli ebrei, i cristiani e i musulmani
in modo che la popolazione della Palestina possa scegliere
da sola il suo governo e il suo avvenire, in modo democratico”
».
Ancora una volta, la prima frase del brano sopra riportato
è stata semplicemente ricopiata dall’articolo dell’Associated
Press. La seconda frase era identica, con una piccola
differenza dove «Egli ha invocato delle elezioni» («He called
for elections») è diventato «Egli ha dichiarato che si dovrebbero
tenere delle elezioni» («He said elections should be held»).
Ma è dopo che la cosa diventa più interessante.
La citazione utilizzata nell’articolo dell’Associated Press
e ripresa nell’articolo del Jerusalem Post proviene, si
pretende, dall’IRNA. Se le cose stanno veramente così, lo
si deve poter verificare facilmente. Che dite? Andate a
vedere al seguente sito web: www.irna.ir/en/news/view/menu-234/0612134902101231.htm
E lì scoprirete la vera citazione riportata dall’IRNA:
«Come è scomparsa l’Unione Sovietica, così sparirà anche
il regime sionista e l’umanità sarà liberata.» [30]
Confrontate questa citazione con la pretesa citazione dell’IRNA
riportata dall’Associated Press : «Il regime sionista
sarà presto annientato allo stesso modo in cui lo è stata
l’Unione Sovietica e l’umanità raggiungerà allora la libertà.»
[29]
Nella versione ufficiale dell’IRNA, il regime
sionista scomparirà (“vanish”) esattamente come è scomparsa
l’Unione Sovietica. Scomparirà (“vanish”, “disappear”).
Nella versione disonesta dell’Associated Press,
il regime sionista sarà “annientato” (“wiped out”). E come
sarà annientato? “Allo stesso modo dell’Unione Sovietica”.
Questo riferimento alla Russia [all’Unione Sovietica, più
esattamente. NdT] conferma nei fatti il senso reale e la
vera intenzione delle precedenti dichiarazioni antisioniste
di Ahmadinejad, interpretate in modo sbagliato, senza che
comportassero una minaccia militare o un rilancio retorico.
Ciò che è stato appena esposto costituisce la prova irrefutabile
di una manipolazione mediatica e di una propaganda in azione.
Associated Press deforma deliberatamente una citazione
dell’IRNA per renderla più minacciosa. I media
israeliani non soltanto ripetono la citazione deformata,
ma in più riprendono senza vergogna i termini esatti dell’articolo
originale. Il grande pubblico, senza sospettare nulla, legge
tutto questo, si fa un’opinione e sostiene guerre d’aggressione
del tutto superflue, presentate come guerre di autodifesa,
e basate sulla disinformazione.
Ecco il riflesso delle dichiarazioni menzognere che hanno
portato gli Stati Uniti ad invadere illegalmente l’Iraq,
scatenando una guerra che è attualmente considerata da moltissimi
come un errore catastrofico. Ciononostante, l’amministrazione
Bush e i grandi media asserviti continuano a marcire nella
propaganda e nelle speculazioni in vista di attacchi contro
l’Iraq - aumentando considerevolmente la loro forza d’urto
- , e contro il suo vicino assai più pericoloso, l’Iran.
Tutto ciò si fonda principalmente sulla supposizione del
tutto priva di prove che l’Iran sta per fabbricare armi
nucleari, e sulla menzogna secondo la quale l’Iran ha promesso
di distruggere fisicamente Israele. Vista la sua estensione
e il disastro che potrebbe derivarne, si può dedurre che
si tratta della diceria del secolo.
Il presidente dell’Iran ha scritto due lettere con un tono
piuttosto filosofico all’attenzione degli Stati Uniti. Nella
sua prima lettera, metteva in evidenza che “la storia ci
mostra che i governi oppressivi e crudeli non sopravvivono”.
Con questa dichiarazione, Ahmadinejad ha contemporaneamente
formulato il probabile avvenire del suo stesso regime arretrato,
che anch’esso “scomparirà dalla pagina del tempo” (“will
vanish from the page of time”).
Note del traduttore
[1] La citazione inglese
sulla quale si basa l'autore dell'articolo è: «Israel must
be wiped off the map», che ha lo stesso significato della
traduzione francese.
[2] Ahmadinejad è stato
eletto al secondo turno il 24 giugno 2005. E' in carica
dal 3 agosto 2005.
[3] Le maiuscole sono dell'autore.
[4] Il parsi, o persiano,
è la lingua parlata in Iran. Si scrive con l'alfabeto arabo,
ma è una lingua del tutto distinta dalla lingua araba. Si
tratta ovviamente di una trascrizione in alfabeto latino
ad uso del lettore occidentale. La fonetica adottata è in
particolare ad uso del lettore anglofono. Ho scelto di non
adattarlo alla fonetica francese, non conoscendo il persiano.
[5] «regime israeliano»
senza qualificativo è ovviamente sinonimo di «regime politico
israeliano».
[6] Per la semplice e buona
ragione che un «regime politico» è una nozione vuota di
ogni materialità geografica.
[7] Non so se la doppia
attribuzione della preposizione «da» (in «scomparire da»)
nelle espressioni «az safheh-ye ruzgar» e «mahv shavad»
è dovuta ad un’imprecisione dell’autore o invece ad un’ambiguità
della lingua persiana.
[8] Gli anglofoni chiamano
«Middle-East», cioè «Medio Oriente», quello che in italiano
si chiama generalmente il «Vicino Oriente». Ho scelto di
conservare la denominazione inglese, che è geograficamente
meno restrittiva, e che mi è parsa in questo caso più vicina
alla realtà, in particolare a causa della risonanza della
questione palestinese in tutto il mondo musulmano (ivi compreso
quello non arabo, perciò).
[9] Infatti, fu reinsediato
nel 1953 con un colpo di Stato teleguidato dalla CIA statunitense
e l’MI6 britannico.
[10] In francese nel testo
[raison d’être].
[11] In questa traduzione
in inglese, come nella frase in persiano, Gerusalemme viene
indicata con il suo nome arabo, «Qods» (la denominazione
araba completa è «Al-Qods al-Sharif»). Da notare che il
nome ebreo Gerusalemme esiste in una forma arabizzata (Urshalim)
testimone almeno in parte del processo sistematico di ebraizzazione
della toponimia attuata da Israele dal 1948.
[12] Sottinteso: in maniera
altrettanto inesatta, poiché si tratta di una formula ripresa
dall’Ayatollah Khomeiny.
[13] Sostituito dal 1° gennaio
2007 da Ban Ki-Moon.
[14] Ex Primo ministro d’Israele
dal 2001 al 2006, co-fondatore del Likud e del nuovo partito
“centrista” Kadima.
[15] Ricordiamo al lettore
distratto, al quale una tale esigenza non sembrasse incongrua,
che Israele ignora quotidianamente e da decenni diverse
decine di risoluzioni dell’ONU. Il 19 giugno 1967, Aba Eban,
Ministro degli Affari Esteri israeliano dell’epoca, ha del
resto dichiarato al New York Times: «Se l’Assemblea Generale
[dell’ONU] dovesse votare con 121 voti contro 1 [quello
d’Israele] il ritorno alle frontiere dell’armistizio (le
frontiere prima del giugno 1967), Israele rifiuterebbe di
piegarsi a questa decisione».
[16] Ex-Primo Ministro d’Israele
dal 1984 al 1986, vecchio dirigente del Partito Laburista
israeliano, attuale vice-Primo Ministro e Ministro dello
Sviluppo Regionale, figura eminente del partito Kadima fondato
da Ariel Sharon, alla testa del quale gli è succeduto Ehud
Olmert.
[17] Ex Primo Ministro d’Israele
dal 1996 al 1999, e attuale dirigente del Likud, il grande
partito della destra israeliana.
[18] Io traduco qui «the
Jewish state» alla lettera, con l’espressione «lo Stato
ebraico». Consiglio in ogni caso al lettore rigoroso di
far riferimento alla prefazione di Claude Klein alla sua
traduzione dell’opera più nota tra quelle a fondamento del
sionismo, «Der Judenstaat» («Lo Stato degli Ebrei») di Theodor
Herzl (La Découverte, 2003). Vi si troverà un’importante
discussione sulla traduzione in diverse lingue dell’espressione
tedesca originale «Der Judenstaat» che si è diffusa come
ben si sa.
[19] Co-fondatrice di Democracy
Now! e carismatica giornalista della rete di radio indipendenti
statunitensi Pacifica Radio.
[20] La “United Nations
Special Commission” (Commissione speciale delle Nazioni
Unite) è stata creata il 3 aprile 1991 con la risoluzione
687 del Consiglio di sicurezza dell’ONU, un mese dopo la
fine della prima «guerra del Golfo» contro l’Iraq di Saddam
Hussein. L'Unscom è stata incaricata prima di controllare,
congiuntamente con l’Agenzia internazionale per l’energia
atomica (AIEA), lo smantellamento delle armi di distruzione
di massa irachene, poi (dopo la risoluzione 715 dell’11
ottobre 1991) d’impedire, con un controllo permanente, ogni
eventuale ricostruzione di un simile arsenale. Fonte:
http://www.monde-diplomatique.fr/cahier/irak/presentation-unscom
[21] Ci si potrebbe legittimamente
chiedere: «Quale pace mondiale? ».
[22] La maiuscola è dell’autore.
Il lettore potrà utilmente fare riferimento alla distinzione
operata da Norman Finkelstein nel suo libro “L'industria
dell’Olocausto: riflessioni sullo sfruttamento delle sofferenze
degli Ebrei”, Ed. La Fabrique, 2001, ora tradotto anche
in italiano ed edito da Rizzoli. Finkelstein distingue l’“Olocausto”
come mito dall’“olocausto” come avvenimento storico (lo
sterminio degli Ebrei da parte del regime nazista, che ha
assassinato 5,1 milioni di Ebrei, secondo Raul Hilberg,
“La distruzione degli Ebrei d’Europa”).
[23] L'AIPAC (American Israel
Public Affairs Committee – cioè il Comitato Americano a/su/per
gli Affari Pubblici d’Israele) è la principale lobby pro-israeliana
(e dunque pro-sionista) ebraica negli Stati Uniti. É questa
la formulazione corretta, che non ha niente a che vedere
con la nozione di «lobby ebraica», che presta il fianco
alle accuse di antisemitismo. L'AIPAC si autodefinisce come
«lobby pro-Israele».
( www.aipac.org )
[24]
In inglese, «Words of Hate: Iran's escalating threats».
[25] Che è ovviamente un
segreto di Pulcinella, conosciuto da tutti, ma i dirigenti
israeliani si guardano bene dal rivelarlo. Ricordiamo che
Mordechaï Vanunu, il tecnico nucleare israeliano che nel
1986 ha rivelato al Sunday Times l’esistenza dell’arsenale
nucleare israeliano, ha passato diciotto anni in prigione
(in isolamento totale). Ancora oggi è agli arresti domiciliari
ed è strettamente sorvegliato.
[26] Il che non ha impedito
in nessun modo ai governi israeliani succedutisi di attivarsi
molto per procedere a quello che anche lo storico israeliano
Ilan Pappe ha definito «pulizia etnica» (una forma di «annichilimento»,
fino a prova contraria!) nei confronti dei Palestinesi (e
dunque della «nazione» palestinese).
[27] Intitolato «Iran president
says Israel's days are numbered», cioè: «Il Presidente iraniano
sostiene che i giorni d’Israele sono contati».
[28] Intitolato «Iran President:
Israel will be wiped», cioè: «Il presidente iraniano: Israele
sarà annientato».
[29]
«The Zionist regime will be wiped out soon the same way
the Soviet union was, and humanity will achieve freedom».
[30]
«As the Soviet Union disappeared, the Zionist regime will
also vanish and humanity will be liberated».
Tradotto
da Giancarlo Paciello e Manno Mauro compresa la presentazione
di Xavier Rabilloud. Questa traduzione è in Copyleft : può
essere riprodotta liberamente a condizione di rispettarne
l’integrità e di menzionare autori e fonti.