PRINT

I DOSSIER DI CONTROPIANO
Darfur
Come i laboratori della guerra umanitaria
stanno preparando l’intervento militare contro il Sudan

Sudan, la Nato pronta a intervenire nel Darfur se l’Onu chiama

L'Alleanza Atlantica è pronta ad assumersi in futuro responsabilità in una missione di pace nel Darfur, la regione del Sudan teatro d'orrendi massacri, se l'Onu gliene darà mandato. Lo ha detto a Washington il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer, in una conferenza stampa dopo essere stato ricevuto alla Casa Bianca dal presidente Usa George W. Bush e avere incontrato il segretario di Stato Condoleezza Rice e il suo assistente Nicholas Burns e il capo del Pentagono Donald Rumsfeld.
Nell'incontro con de Hoop Scheffer Bush ha ricordato di essere favorevole a una strategia "che permetta alla Nato di prendere la guida (delle operazioni) nel Darfur". Quando l'attuale missione dell'Unione Africana (Ua) si trasformerà in una missione dell'Onu - ha spiegato il presidente - "la Nato potrà muoversi con l'aiuto degli Stati Uniti per fare capire al governo del Sudan che abbiamo intenzione di garantire la sicurezza della gente (nel Darfur) e di premere per una accordo di pace duraturo".
Facendo eco a Bush, de Hoop Scheffer si é detto sicuro che, una volta ottenuto il via libera dell'Onu, "gli alleati saranno pronti a fare più di ora, costituendo una forza delle Nazioni Unite nel Darfur". Nei suoi colloqui a Washington, il segretario generale dell'Alleanza Atlantica ha discusso, fra l'altro, i progetti di rafforzamento e di trasformazione della Nato per fare fronte alle nuove sfide e rafforzare la partnership transatlantica.
Bush e de Hoop Scheffer hanno, inoltre, fatto il punto della preparazione del vertice della Nato a Riga in novembre e hanno discusso i contributi dell'Alleanza alla sicurezza e alla stabilità transatlantiche e globali, con le sue presenze nei Balcani e in Afghanistan. I due hanno anche parlato della guerra contro il terrorismo e della situazione in Iraq. Bush ha ringraziato la Nato "per il coinvolgimento nell'addestramento delle forze di sicurezza irachene, in modo che esse possano proteggere gli iracheni da coloro che vogliono uccidere vite innocenti per impedire l'avvento della democrazia".
Al termine dei colloqui a Washington, de Hoop Scheffer ha avuto conversazioni telefoniche con i leader islandesi riferendo loro le informazioni ricevute da parte statunitense sul progettato ritiro dall'Islanda dei militari Usa. Il segretario generale della Nato, rispondendo a domande di giornalisti islandesi, ha affermato che l'isola non resterà senza difesa e s'é detto fiducioso nella definizione di un accordo.

Pagine di Difesa, 21 marzo 2006

Fonte: Ansa

 
PRINT